martedì 17 marzo 2015

Gesù a Dio Padre, “tu mi induci in tentazione!”

Gesù a Dio  Padre, “tu mi induci in tentazione!”

Ho letto tutta lunghissima spiegazione … anche ben fatta con diversi riferimenti, ma devo dire che non sono d’accordo in alcuni punti …il link alla fine...

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“”Mt 6,13 che in Lc 11,4. Pur essendo le due versioni del Padre Nostro diverse nei due vangeli, è sorprendente che la domanda "non c'indurre in tentazione" sia invece identica nelle due distinte recensioni della Preghiera del Signore: "καὶ μὴ εἰσενέγκῃς ἡμᾶς εἰς πειρασμόν".”
-          Non sappiamo chi abbia tradotto i testi degli evangelisti, quali intenzioni e quali filoni seguissero, cosa in realtà loro stessi volessero trasmettere al mondo e cosa si volesse realmente far pensare. Si sa che ogni persona ha un carattere diverso l’uno dall’altro e sappiamo che ognuno ha un visione diversa anche interpretativa della scrittura, ognuno ha una fede diversa, per quanto sia sempre la stessa, ma le idee sono diverse da soggetto a soggetto e non si sa mai se ci siano altri intendimenti ed ordini calati anche dall’alto.

“”Qui non si sta parlando di un piccolo cambiamento, ma di metter mano a correggere le poche sicure ipsissima verba di Gesù che conosciamo. “”
-          Un amico  che ha studiato greco antico dice è una lingua che per ogni frase ci possono essere molteplici traduzioni anche totalmente diverse l'una dall'altra. E' una lingua complicatissima. Sicuramente l'apostolo non avrebbe mai voluto quel tipo di traduzione li.
-           Poi ricordiamo che attualmente abbiamo un dizionario di parole enorme, che a quei tempi non vi era, per cui un termine di quei tempi assumeva un valore e un significato multiplo rispetto ad ora. Lo stesso termine poteva assumere sensi ben diversi;  come si fa dire qual’era il senso vero dato da Gesù al termine. Visto che nessuno di noi era presente a quel tempo? E certamente gli apostoli anche se hanno trasmesso quel termine, chissà veramente quale senso davano a quella parola-frase.


“”metter mano al Padre Nostro, per renderlo più accettabile alla sensibilità contemporanea.””
-          Non è questione di metter mano per un accettazione di sensibilità contemporanea, la questione è ben diversa che non implica affatto, un problema di natura psicologica italiana, semmai gli italiano come popolo è decisamente più sensibile degli Inglesi alla Sacralità di Dio,  e crede con più fermezza alla sua esistenza.

“”Solo per non rischiare di scandalizzare le orecchie moderne, i cui possessori pare si chiedano di continuo: "ma può Dio indurre in tentazione qualcuno?" e sono grandemente confusi dalle parole di questa petizione del Padre Nostro che pronunciano svariate volte al dì.””
-          Perché dire bugie? Nessun italiano è confuso, si chiedono il perché di quella frase, solo perché certamente Cristo non l’ha pronunciata, Cristo figlio di Dio se lo considerate tale, ma da quello che si legge pare proprio di NO!  Non Avrebbe mai e poi mai rivolto a suo Padre Dio Onnipotente quella frase, “tu mi induci in tentazione”, ma vi pare possibile che il figlio prediletto di Dio abbia detto a suo Padre, fondamento della sua stessa carne, Spirito del suo essere, una frase che detta dal figlio potrebbe suonare come una bestemmia?
-          Per l’amore infinito ed eterno che lega Gesù al Padre, il quale Figlio si meraviglia che Filippo non  lo riconosce come parte del Padre stesso, e poi Dio avrebbe infuso in Gesù questo pensiero? Quando a Pietro gli disse, non per bocca tua hai detto ciò, ma perché il Padre mio te lo ha rivelato! Non è forse Gesù che dice che Egli fa le cose che il Padre Suo gli dice e gli comanda di fare? Quale Dio si auto condannerebbe da solo, dicendo al modo che Egli è la causa dei nostri mali e il tentatore degli esseri umani?
-          No! voi non avete colto il vero senso di quella traduzione greca, sperando che il testo stesso greco non sia stato manipolato o trascritto male in origine da qualcuno precedentemente e che sia giunto a noi un testo tradotto male o anche tradotto per indurre qualcosa.
-          Non possiamo sapere … ma sta di fatto che Gesù non avrebbe mai pronunciato quella frase detta da noi in quel modo, verso Suo Padre. Qual è il figlio che dice al padre tu mi induci in tentazione? Nessun figlio umano direbbe mai a suo padre una frase del genere, se tra il padre e il figlio ci fosse lo stesso amore che c’è tra Gesù e Dio Padre …  Ma quando trascrivete o interpretate i testi lo fate con l’ausilio dello Spirito Santo o con testa bacata dell’uomo che si crede intelligente?

“”Non ci si accorge che la traduzione proposta, se proprio vogliamo dirlo, si espone a domanda di egual tenore: "Ma può Dio abbandonare i suoi figli alla tentazione?", non dice forse la Scrittura (Gc 1,14) che "Dio non permette che siamo tentati sopra le nostre forze"? “”
-          Certamente che lo dice, ma è riferito alla tentazione indotta dal maligno non certo indotta da Dio, qui invece volete alludere che sia Dio il tentatore …  
-          Dio non permette che l’uomo venga tentato oltre il suo limite di sopportazione, permette la tentazione ma non è Dio il tentatore …
-           
“”Quindi è ovvio che non ci abbandona alla tentazione se noi prima non abbiamo abbandonato lui! Ma leggiamo in Mt 4,1: "Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo" (Tunc Iesus ductus est in desertum a Spiritu, ut tentaretur a Diabolo). Lo Spirito Santo è Dio, non ci sono dubbi, ed è proprio lui a condurre Gesù, appena battezzato, verso la tentazione. Passo scandaloso? Non mi pare. Anzi spiega chiaramente che la tentazione viene dal Diavolo, ma è Dio che permette la prova. “”

-          Intanto c’è differenza tra prova e tentazione, se voi non riconoscete queste differenza significa che non avete capito un tubo!  
-          Come avete scritti satana è il tentatore colui che sobilla all’animo umano.
-          Mente Dio proporne una prova, già il fatto di dire ti provo cioè ti saggio, ti pongo un test, voglio vedere fino a che punto sei a me fedele … ma non  agisco per farti del male. Lascio che sii tu stesso a fartene,  è si in sostanza è così, anche se il maligno ci tenta ma siamo noi che accettiamo la tentazione e siamo noi che ci facciamo del male … Non è il maligno che ce lo fa in realtà . Siamo noi che ce lo facciamo ….  

E se Dio ha trattato in questo modo il Verbo incarnato, forse dovrebbe trattare con più riguardo noi, sue membra?””
-          Dio non ha fatto nulla di quello che voi avete ipotizzato, pensato, e scritto, state sbagliando il vostro pensiero che non è pensiero dello Spirito Santo; anzi potrei dire che è pensiero umano e forse anche diabolico.
-           
-          Vi ripeto qual è Padre che amando di un amore immenso il figlio gli suggerisce di dire “io ti induco in tentazione?
-          E qual è il figlio che amando e difendendo il Padre come ha fatto Gesù, verso gli esseri umani, che dice al Padre Suo tu mi induci in tentazione?


“”Al limite, invece di cambiare la parola tradotta in modo corretto, sarebbe stato più comprensibile cambiare la parola effettivamente oggi di accezione negativa, cioè "tentazione", che poteva essere sostituita con la più neutra: "prova".””
-          Ma le cazzate ve le sognate di notte?  
-          Come potete dire si può cambiare la parola con “prova “, ma state dando i numeri?
-          Vorreste chiedere a Dio di non indurci nella prova, ma se la prova non vi fosse nessuno sarebbe santo! Nessuno si potrebbe salvare. La prova è utile all’uomo per migliorare se stesso …. Così come avvenne per Mosè quando raggiunse il Sinai; non venne forgiato da Dio, affinché il suo spirito cedesse alla volontà di Dio?

-          “Anche l'ebraico e l'aramaico presentano la stessa richiesta” presentare la medesima richiesta non significa che la parola è quella, che la frase è quella, significa che può avere un senso che gli assomiglia, ma non è quello …
-          Qui lo ammettete , “”forse non chiara nel preciso significato “”che l’interpretazione  aramaica e ebraica non coincide con quella greca e latina …. Quindi …. Sapete bene che , chi ha interpretato il testo ha sbagliato in origine, eppure continuare nell’errore.
-          Vi prenderete la responsabilità di quello che proponete innanzi a Dio!
-          Evidentemente siete coerenti con quanto fate, o no!
-          Non dite altri hanno interpretato male, noi non siamo responsabili, perché voi sostenete la stessa erronea interpretazione, per cui siete uguali a chi mal ha interpretato, anzi peggio, perché quelli potrebbe aver fatto in buona fede …

”””Il "non indurci in tentazione" è insomma uno di quei rari casi in cui c'è una perfetta corrispondenza lessicale tra il testo greco (l'unico originale di cui disponiamo), il latino e l'italiano. Chi vuole modificare l'italiano, in realtà, sta dicendo che non è d'accordo con l'originale greco scritto dall'evangelista e come tale ispirato da Dio.””
-          Ma questa è una furbata, per dire che voi non volete che nessuno metta il becco! Come fate di solito attenzione alla scomunica, ma tanto poi pagate voi se non lo sapete, non certo il povero scomunicato!

“””Che cosa vuol dire, dunque, "non indurci in tentazione"?
Si chiede, apparentemente, a Dio di non portarci davanti alle prove (o in mezzo alle prove = ducere in), insomma, di poterle evitare (i protestanti italiani traducono oggi: "non ci esporre alla tentazione"), ma si deve intendere, invece, di poter superare vittoriosamente le prove che, inevitabilmente, siamo chiamati ad affrontare. Anche Gesù, ricordiamolo (Lc 22,42), pregò il Padre, con umanissimo timore, di far passare il calice della prova della Passione, ma si rimise alla sua volontà (il ditelismo è dogma di fede). Il Padre lo sostenne nella tentazione finale, quella di scappare dalla croce, e Cristo superando la prova potè affermare: "tutto è compiuto" (Gv 19,30).”””
-          Una cosa che non sopporto sono le persone che hanno la brutta abitudine di cambiare a loro piacimento il senso reale delle parole. Ora, avete sostituito la parola tentazione con prova , oltretutto il testo incriminato non è nemmeno tentazione ma indurre … voi avete di proposito spostato l’attenzione da indurre a tentazione in modo da cambiare il discorso a vostro favore, molto astuti!!
Queste sono furbate da 4 soldi …  il tema è sempre lo stesso Indurre in tentazione la parola fondamentale del l’intero discorso non è tentazione ma indurre alla tentazione, di senso ben diverso!

Sapete bene che la parola indurre non si può additare a Dio, e quindi astutamente la cambiate con prova  dato che la chiesa la spiega in modo completamente avulso dal suo vero senso reale, tanto per nascondere un pensiero erroneo che non sapreste come spiegare…

Dizionario italiano alla mano …. Cari miei siete italiani pure voi e quindi sottostante alla stessa lingua …. Non facciamo i furbi …

indurre (ant. indùcere) v. tr. [lat. inducĕre, comp. di in-1 e ducĕre «condurre»] (coniug. come addurre; part. pass. indótto, ant. indutto].


Fuori del campo religioso, allettamento, impulso o stimolo, esterno o interno, a compiere qualche cosa che non si dovrebbe: vincere una t.; resistere o cedere alle t.; con uso iperb. e scherz., desiderio di fare qualche cosa da cui si ritiene meglio astenersi: ho avuto la t. di dargli un ceffone; non ho resistito alla t. del gelato. Con valore concr., riferendosi alla cosa che tenta: un piatto di spaghetti alla carbonara: era una t. per me!; nel periodo dei saldi ci sono troppe t. nei negozî. 

Nella teologia cattolica, l’azione e il fatto di tentare o di venire tentato al peccato, intesa sia come prova a cui l’essere libero viene sottoposto per conoscerne la capacità di sottostare alla legge morale e religiosa, sia come stimolo o invito a compiere azioni moralmente cattive: t. di Gesù Cristo, nei vangeli sinottici, l’episodio in cui Cristo è tentato da Satana; le t. di s. Antonio nel deserto; le t. di Budda, di Zarathustra, di Maometto. Con valore soggettivo, la condizione di chi è tentato, cioè l’esperienza del soggetto religioso che subisce l’attrazione di una condotta contrastante con gli ideali della propria religione: non ci indurre in t. (frase della preghiera del Padre nostro). 


pròva (ant. pruòva) s. f. [deverbale di provare; ma un lat. proba è già documentato in età tarda e medievale]. – 1. Atto, o serie di atti, operazione, procedimento, aventi lo scopo di conoscere, verificare, dimostrare le qualità, le caratteristiche, la rispondenza a determinati requisiti di qualcosa, o anche le doti, le attitudini di una persona, o ancora la veridicità di un’informazione, la probabilità di un fatto e sim.: fare la p. (se non ci credi, facciamo la p.; fare la p. per verificare.


-          Come si legge le due parole per la chiesa cattolica pone,  tentazione e  prova ne danno una lettura similare, mentre per il contesto logico della lingua italiana e non solo, ha un senso ben diverso …
Tentazione è in realtà un parola che ha senso maligno fondamentalmente. Mentre prova ha un senso benigno se non neutro, perché la prova è anche positiva.  La tentazione ha un senso negativo, cioè io ti tento, te faccio cadere nell’errore, ti porto al male, questo è il senso reale delle parola tentazione, cosa che la parola provare non ha … ti metto alla prova ,  voglio verificare, ecc …
Da ciò si comprende la chiesa ha voluto in qualche modo far assomigliare per suoi interessi due  parole con senso diverso ed accomunarne i due sensi in unico senso …..

Ma come detto sopra la parola incriminata non è tentazione ma Induzione o meglio dire INDURRE …. Se paragoniamo questa parola alla parola prova, si vede che hanno un senso totalmente diverso,.
 Non si capisce quando non vi fa comodo, usate la lingua a vostro piacimento, invece di rispettare il vero senso delle parole .  
Se abbiniamo la parola Indurre a prova, e la confrontiamo con indurre alla tentazione il senso cambia ancora una volta .
Già il termine indurre ha un senso negativo di per se stesso ;  se associato ad altre parole ne potenzia l’effetto.
Indurre in tentazione o alla tentazione è lo stesso ….  Cioè portare la persona verso la tentazione …  ti porto al male;  ti faccio commettere un male; ti conduco a commettere un peccato!
Indurre alla prova … cioè portare la persona verso alla prova.  Indica che conduce il soggetto verso una prova, ma non dice in senso negativo, come è nella precedente frase.

Quindi Dio non potrà mai indurre un qualsiasi soggetto alla tentazione, ne induce nessuno, neppure alla prova …. Pone una prova ma non induce, l’azione dell’indurre è di sola competenza di satana …  è il maligno che induce, è il maligno che tenta, ma il maligno non prova. Infatti la prova è misurata, cioè secondo le possibilità di ognuno … mentre la tentazione non ha misura, esce completamente dalla logica della prova, faccio un esempio …
Abbiamo un ring da un lato il soggetto A e dall’altro il soggetto B, dal alto del soggetto A ci sono i suoi tifosi, così dall’altro …. I tifoni del soggetto  a continuano a dire : picchia, ammazza, dagliele, suonagliele, uccidilo, pestalo, ecc; dall’altro lato i tifosi B gli dicono solo, noi vogliamo che vinci la gara …. Il pugile A è spronato da suoi a far del male, quindi tentato, indotto; mentre i tifosi del pugile B, stanno a vedere senza dir nulla attendono l’esito dell’incontro.  Come finirà l’incontro? Che il giocatore A potrebbe vincere l’incontro, dato che è stato sobillato, indotto e tentato a far del male, mentre il B, ha giocato come era capace, pensando con la sua testa cosa doveva fare e come doveva agire …. Ecco la differenza tra satana e Dio.
Satana induce alla tentazione, sprona a far del male, a peccare ….Dio invece, attende che l’uomo ragioni con la sua mente e decida senza che Egli imponga all’uomo nulla, contrariamente a quello che fa satana.  
Ecco la differenza tra provare e tentare …


“”Sant'Agostino comunque ci insegna che "Aliud est autem induci in tentationem aliud tentari. Nam sine tentatione probatus esse nullus potest sive sibi ipse, sicut scriptum est: Qui non est tentatus, qualia scit?" (De Sermone Domini in Monte II,9.30), ovvero: "Una cosa è infatti essere indotto in tentazione e un’altra essere tentati. Infatti senza la tentazione nessuno è adatto alla prova, tanto in se stesso, come si ha nella Scrittura: Chi non è stato tentato che cosa sa? (Sir 34, 9.11)" Prosegue poi Agostino: "Quindi con quella preghiera non si chiede di non essere tentati, ma di non essere immessi nella tentazione, sulla fattispecie di un tale, a cui è indispensabile essere sottoposto all’esperimento del fuoco, e non chiede di non essere toccato col fuoco, ma di non rimanere bruciato. Infatti la fornace prova gli oggetti del vasaio e la prova della sofferenza gli uomini virtuosi (Sir 27,6)".””
-          La tentazione è utile per crescer in umiltà, è conoscere in propri limiti, per affinarci e resistere al peccato. Che sia indotta o che sia “essere tentati” è la stessa cosa …. Dio non tenta ne induce .
“Chi non è stato tentato che cosa sa? “ infatti chi tra gli uomini non è stato tentato non conosce il suo limite al peccato, non conosce come difendersi e come correggere il prossimo.
Ma attenzione questa frase ha un doppio trabocchetto, che neppure sant’Agostino ha compreso,  questa farse si può dire solo ad un essere umano, non a Dio … perché Egli conosce tutto senza aver mai subito tentazione … visto che satana viene in senso temporale molto dopo Dio. Quindi questa affermazione è valida solo per gli esseri umani, ed si può solo applicare a loro, anche se anche per certi esseri umani, potrebbe esserci una discrepanza in questa affermazione visto che Dio può dare la sua conoscenza, la sua saggezza, la sua sapienza a chi egli vuole senza che costui abbia subito tentazione o sia caduto nel male …
L’affermazione semmai denota, invece una conoscenza del peccato stesso, non una conoscenza della sapienza di Dio.  
Chi non è stato tentato non conosce la tentazione, cioè il peccato di cadere in tentazione, o di essere indotto in tentazione …
Anche S. Agostino non comprende che quella frase nel Padre Nostro “non ci indurre in tentazione “non è stata detta dalla bocca immacolata di Gesù.  Anche lui non ha capito, anche il  suo ragionamento è un ragionamento umano …

“”. Infatti la fornace prova gli oggetti del vasaio e la prova della sofferenza gli uomini virtuosi (Sir 27,6)"”” 
questo non centra nulla con l’induzione alla tentazione … esprime invece il concetto di Dio di prova come sopra da me esposto …  Dio prova senza indurre e senza tentare, Dio ti pone il test e satana fa di tutto perché tu inganni quel test.  È come uno studente agli esami, l’esaminatore in questo caso è Dio, ti pone le sue domande … sarai tu a dar risposta,  satana invece dietro di te, ti sobilla, ti spinge, ti induce, ti parla all’orecchio, ti sussurra e dice copia, scrivi i foglietti, usa tutti i mezzi a te necessari per arrivare, ruba il compito, cerca di copiare dal tuo vicino , sii furbo …. Mentre Dio sta alla finestra e guarda cosa il giovane fa …. Tutto qui quello che Dio fa … non tenta nessuno, e non induce nessuno, … aspetta solo la conclusione del compito! E alla fine darà il premio o la condanna, ma la responsabilità non è di Satana, ma del giovane … satana è il tentatore e l’induttore,  ma il peccato è del giovane …
quindi smettiamola di dire Dio tenta, ci porta alla tentazione, perché è falso, S. Agostino purtroppo gli è stato insegnata una dottrina già precedentemente malata, per cui si è auto convinto che quello fosse vero. Non tutto quello che ni santi scrivono è spirito santo, perché lo spirito se prende un essere umano, lo manda in estasi, e un soggetto quando è in quello stato non pensa, e non ragiona, per cui è impossibile svolgere anche le più banali  funzioni organiche in quello stato, e ciò significa che lo S. Santo è presente a momenti alterni in relazione al soggetto stesso.

Continuo  a ripete, Gesù non ha mai detto quella frase, verso Suo Padre Dio! Un figlio che dice al padre tu mi induci in tentazione, ma che figlio è?
Voi siete nella testa di Gesù per sapere cosa pensava?
Non estrapolate quello che volete addurre da spezzoni di testo delle sacre scritture … perché non serve a nulla!  
Avete con questo testo già dimostrato di saper usare bene l’astuzia che non appartiene a Dio, ma a satana.

“”Noi chiediamo al Padre nostro di non “indurci” in essa””…
-          Questa frase dimostra che voi non avete capito nulla, di chi sia Gesù, e ragionate come se la frase l’ha scritta o detta un uomo qualsiasi, quando è Gesù che parla al padre suo e non un uomo qualunque!
“Noi chiediamo al Padre”, ma il primo a chiedere al Padre, stato Gesù, se mi permettete e Gesù secondo le vostre menti eccelse avrebbe mai potuto chiedere di non farlo cadere o indurlo in tentazione?  E Gesù si sarebbe rivolto in questo modo a Suo Padre Dio?
Ammazza che considerazione che avete di Gesù?   


Mi fermo qui ....

Cmq voi teologi usate veramente molta scaltrezza per far combaciare le vostre tesi con il testo sacro, e questo non è da Dio! 

 Link del testo completo...

venerdì 13 marzo 2015

I DEMONI VENGONO USATI DA DIO X PROVARE L'UOMO?

 I DEMONI VENGONO USATI DA DIO X PROVARE L'UOMO?


Nel libro di Giobbe si legge che Satana chiese a Dio di tentare Giobbe e ricevette da Dio tale permesso.”
Quando una persona fa simili asserzioni deve sempre stare attenta a cosa dice e cosa scrive, visto che si può fare peccato contro lo Spirito Santo anche riportando discorsi tratti dalla Bibbia, dato che nell’uomo non è presente la conoscenza perfetta delle cose.

Affermare che satana è stato indotto da Dio ad agire, significa fare peccato contro lo Spirito Santo!

Questo discorso è fondamentalmente pericoloso, visto che taluni soggetti non capisco alcune logiche, e dicono tra se, "ma se è Dio che da l'ordine a satana, significa che a muovere satana c'è Dio e allora i richiami di Dio contro satana sono vani e non veri" con la conclusione che l'uomo arriva a dire che tutto è Dio che fa e che satana è solo un burattino nelle sue mani!....

Allora verrebbe meno anche il peccato contro lo Spirito Santo... invece di scrivere le cose a metà bisogna scrivere le cose che sono la verità, e dire perché Dio ha chiesto a satana quell'azione verso Giobbe, e scrivere anche i retroscena non solo di quella situazione ma anche in senso generale.... Prima di scrivere le cose bisogna sapere e conoscere i perché, altrimenti sarebbe meglio non dire nulla...

Come essere angelico satana ha in se un enorme potere, solo dopo aver perso guerra contro Dio, esso è diventato suo schiavo e come tale si comporta. Ma l'agire di satana è di due tipi, quello di essere obbligato di far quello che Dio chiede, mentre altre volte è libero, il mondo fondamentalmente è suo, lo dice chiaramente Gesù, il principe di questo mondo ha un dominio su di esso diretto e come tale lo domina in parte, anche se poi Gesù ha vinto il peccato e liberato le anime, ma il mondo rimane al suo dominatore. Satana deve chiedere il permesso di agire su quei soggetti battezzati o consacrati a Dio, mentre sugli altri le cose sono diverse... Giobbe come il popolo ebraico e anche i cristiani appartengono a Dio per cui i demoni non possono agire su questi salvo un consenso di Dio stesso. E' l'appartenenza che ha valore. Per questa ragione Dio, ha chiesto di porre alla prova Giobbe, come a Fatima a chiesto di porre alla prova non tutto il mondo ma la chiesa di Dio e coloro che sono a Dio dediti e battezzati. Il resto del mondo è già preda di satana.  Infatti satana non disturba coloro che non appartengono a Dio.  Le religioni pagane, non appartengono al Dio Onnipotente e a suo Figlio Gesù il Cristo. Ma sono opposte a Dio, per cui appartengono già a satana e coloro che sono ad esse asserviti sono già nella mani di satana. 

Ovvimente Dio, agisce anche in altri soggetti che non sono e non appartengono alla fede che Egli propone all'uomo... 

Oltretutto, Dio dimostra la libertà degli esseri umani(cristiani ed ebrei) proprio in ciò, lasciandoli liberi di stare dalla parte che vogliono... Ma in questo c'è una aspetto negativo, mentre coloro che volontarimente appartengono ad altra fede e non hanno conosciuto Dio(oggi quasi impossilbile) sono già segnati, i credenti in Dio, devono rispettare le sue leggi, come Egli comanda, ricordandosi che possono essere passibili di continue prove. Perchè Dio per ottenere le sue primizie le prova per saggiare la loro fedeltà a Lui .... 
La fedeltà è la fede in realtà!  

Quindi bisogna far attenzione a quando si fanno certe affermazioni perché, poi non sono coloro che fanno strani ragionamenti a pagare, ma chi ha proposto tali ragionamenti in forma errata. 

domenica 8 marzo 2015

Profezia di Marcello Ezechiele Ciai 1995

Intepertazione Profezia di Marcello Ezechiele Ciai 



ALLA CITTA' GAUDENTE---
la profezia è indirizzata alla città dove ci si diverte in tutti i sensi …
( Finestrone 1)
Queste sono le parole che il Signore ha rivolto a Marcello, nel tredicesimo e quattordicesimo giorno del settimo mese dell'anno millenovecentonovantacinque: 13-14 luglio 1995.

-----nel 95 avevamo ancora GPII, poi BXVI e ora Francesco I°, sembra un voler dire gli ultimi tre...che sia questo il senso?

<< Ed ora a te città gaudente, regina delle prostituzioni !----- riferimento a babilonia come regina dei/lle prostitute/i … di tutte le prostituzioni non solo quelle sessuali …. A Roma; anticamente le prostitute portavano sulla fronte nomi blasfemi …

Ascoltate la parola del Signore, perfino nel santuario si piangono adoni.
 ---- adoni sono begli uomini, si piangono cioè si desiderano, si vorrebbe che non fossero sacerdoti, per cui si sognano e si desiderano e si piangono perché inarrivabili, come il caso del cardinal. G. Georg. Che per lungo tempo tutti lo hanno descritto come il bello del vaticano e ne hanno fatto e pubblicizzato l’immagine di un uomo molto attivo …

Donne, donne che ne sarà dei vostri lombi ? 
---- i lombi sono muscoli quadrati, cioè quelli del ventre e dei fianchi sta ad indicare che le donne non saranno più  fatte per essere madri, ma per essere modelle, magre.

Dice il Signore, Dio degli eserciti.
Donne, puntigliose e baldanzose, il cavallo dentro le porte, partorirà stalloni virulenti.
---- parla della situazione della prostituzione nella chiesa, e delle nascite “virulenti!” indicando che i figli di costoro saranno i figli del peccato e non desiderati da Dio.

Si crederanno guerrieri, ma fenderanno solo coi loro membri.
---- si credono forti, ma danneggiano solo loro stessi … nel loro sesso.

Donne, donne spensierate e vanitose, non vorrete piu' scoprire le vostre nudità per attirare bruti bavosi; ma il furore virulento vi scoprirà, sbatterà e feconderà di paglia.
 --- la prima parte indica che le donne siano piene di vanità si negheranno, ma il fuoco ardente della passione del peccato, non porterà nulla di buono. 

Oracolo del Signore.
Alzatevi donne, sbattete le mani sui vostri petti e piangete piuttosto di lutto e di angoscia.
--- “alzatevi”” intende dire ribellatevi, battetevi il petto per il lutto e l’angoscia che colpirà , piuttosto che agire in modo insensato..

Una grave ferita sanguinante è stata inflitta alla figlia di Sion, dai cui occhi giorno e notte stillano lacrime. >>
----Qui la frase ha un doppio senso, la figlia di Sion è sempre stata considerata Gerusalemme. Poi però la chiesa traspose questa immagine anche verso la vergine Madre di Cristo …. Per ferita sanguinante si intendente un azione di negazione, una ferita che priva  qualcuno di qualcosa che gli appartiene, che sanguina da molto tempo, lacrimare giorno e notte vuol dire essere nel dolore, nella prostrazione, nella sofferenza non solo per se stessi ma anche per gli altri.
--prima ipotesi: Se la figlia di Sion è Gerusalemme quale ferità sanguinante fu inflitta ad essa? I suoi occhi lacrimano giorno e notte, bisognerebbe capire in questa ipotesi cosa si intende per occhi, sono quelli del suo popolo? Oppure sono intesi come qualcosa di fisico. Leggendo però più avanti vi è un chiaro riferimento proprio a Gerusalemme …
---seconda ipotesi: se invece è inteso come La figlia di Sion è la Madre di Dio alla quale è stata negata una verità … la chiesa gli ha negato, una cosa che le appartiene di diritto come Madre del Figlio redentore. Forse un riconoscimento. Gli è stata inflitta, una grave ferita sanguinante,  intende dire che qualcuno ha fatto un grave torto alla madre di Dio, inflitto sta ad indicare, fatto di proposito con malizia e malignità, lo stillare le lacrime come detto sopra indica sofferenza non tanto per se stessi, quanto invece per altri, pare che qualcuno nella chiesa abbia fatto un grave torto alla Madre di Dio, per questa ragione essa piange lacrime, il riferimento pare essere indicativo della varie statue in tutto il mondo che lacrimano sangue. Forse che sia riferito ad un dogma che la chiesa non abbia voluto riconoscere alla Madre di Dio, come fosse stato un torto di grave entità.
Però, sono convinto che abbia a che fare con Gerusalemme..

Nel nome del Signore degli Eserciti parla ancora contro la grande città:
<< Andate, andate per le strade di Roma e se uno, uno ne trovate, io la perdonerò.
---E’ lo stesso parallelismo con Sodoma, se ne troverete uno io la salverò!

Non c' è più un giusto tra gli uomini ! Io dicevo, andrò dai grandi, forse lì troverò uno che sappia di Dio. Anche se dicono di Dio, non sono suoi. Perché hanno indurito il loro cuore e le loro menti sono contumaci.
---- qui il riferimento ai grandi è inteso alla chiesa, non ai presidenti o ai re della terra,  “forse lì troverò uno che sappia di Dio, “ ma costoro sono solo bravi ad esternare di essere bravi e notevoli teologi, si lavano la bocca di essere di Dio, si sdegnano se qualcuno li accusa di non esserlo, e si vantano  di essere di Dio, ma Dio dice:” . Anche se dicono di Dio, non sono suoi.” Quindi coloro che stanno a Roma(Vaticano) non sono di Dio …” Perché hanno indurito il loro cuore e le loro menti sono contumaci.” Perché sono diventati arroganti, e credono di avere la ragione dalla loro parte invece di ascoltare anche i piccoli, sono arrogati un diritto che non hanno e le loro menti sono contumaci.  Indica che dalle loro menti = pensieri sono senza giudizio che manca Dio in loro, cioè non conoscono la verità e parlano per presunzione … inventandosi le cose.

Così dice il Signore.

“Dal più piccolo al più grande tutti ordiscono frode.”  ….
C’è la ricerca dell’inganno verso il prossimo, sia i piccoli che i grandi sono pronti ad ingannare e a appropriarsi di ciò che non gli appartiene. La truffa è all’ordine del giorno da parte di tutti, infedeli e fedeli, laici e religiosi, profeti e maghi di qualsiasi religione siano, di qualsiasi scienza o ceto sociale,  dice il Signore!  In sostanza l’uomo truffa l’uomo e si fa passare per chi non è!

“Come da un pozzo scaturisce acqua, dalla città scaturisce iniquità.”
 --- dice che viene da sotto, dalla parte più oscura, da quella più turpe,  la città di Roma è fonte del suo male.

Il mio sdegno è grande, dove lo riverserò ?
Come non potrò riversarlo dal lattante al canuto ?
Chi potrà fermare la mia mano contro l'ingiustizia, l' infedeltà ?

---Il Signore si chiede chi agirà per tentare di chiedere pietà, di chiedere perdono, di migliorare se stessi, e cercare la verità e sa che nessuno lo farà, per cui sarà costretto a colpire tutti dal piccolo al grande, da povero al potente(apocalisse) e porre mano alla sua giustizia, per punire tutti sia verso le ingiustizie e l’infedeltà (non intende dire solo quella matrimoniale, ma anche quella divina)

Nessuno si prende a cuore la causa del povero.
--- non solo l’uomo non aiuta i poveri, ma nessuno risolve la causa della povertà …

Tutti sono come stalloni focosi che nitriscono dietro la donna del fratello.
---- atteggiamento attuale di gran parte degli uomini nitriscono, sbuffano e appaiono forti, ma forti non sono..si atteggiano a stalloni.

Ma ecco che i veri cavalli, quelli montati da guerrieri crudeli e vittoriosi, scalpitano contro e verso di voi. Un bastione hanno eretto e lì si prepara la guerra santa.
---- il riferimento ai veri cavalli, indica che noi occidentali non possediamo la forza virile per combattere chi sta per venire, “montati da guerrieri crudeli e vittoriosi” questo riferimento è chiaro verso gli appartenenti ISIS.  Il fatto che dica crudeli e vittoriosi indica che avranno la meglio su di noi, che ci domineranno, sia con la spada che con il sangue.
Un bastione hanno eretto = una fortezza da lì preparano la guerra santa, il bastione è sicuramente uno stato, forte che nessuno tra gli uomini riesce a sconfiggere, per varie ragioni.  

A te casa d'Israele e a te casa di Pietro mi rivolgo.
--- il Signore si rivolge ad Israele alla Chiesa Romana Cristiana.

Perché dite: " La parola dei profeti è come il vento passato ? "
--- chiede perché i profeti non vengono più ascoltati, perché si preferisce fingere che non esistano, perché vengono passati per bugiardi e mentitori, per pazzi! Evidentemente i veri profeti non piacciono più, sono divenuti segno di sventura, per chi ordisce il male. Avanzano i falsi profeti, quelli vanno bene.

Perché dite: " Pace, libertà, benessere", quando queste cose non ci sono e non potranno essere?
--Infatti ha ragione dove esiste la pace? Dove esiste la libertà, e dove esiste il benessere?
Sono tre parole inesistenti, tra gli uomini, perché la pace non c’è in nessuna società, in nessun paese, in nessuna famiglia, neppure dentro a stessi. La libertà nessuno è realmente libero, tutti siamo oppressi da un infinità di cose, dalle tasse, dagli stati, da qualsiasi altro essere umano, quindi nessuno è veramente libero. Il benessere chi lo ha, Gesù non parla solo di benessere inteso come agiatezza, lusso, ma anche quello fisico e spirituale, molto spesso chi ha il benessere nella ricchezza, non ha il benessere spirituale, quindi non esiste neppure questo sono tre parole abusate senza senso, la pace non esiste, non esiste la libertà, perché siamo tutti schiavi dell’uno e dell’altro e degli altri, non esiste il benessere. Sicuramente nel tempo passato, presente e futuro queste tra parole non potranno mai esistere, perché ci sarà sempre il litigio, la soprafazione, la schiavitù, la mancanza di averi o di spirito. Quindi Pace, libertà e benessere non esistono, sono solo tre parole abusate per far credere qualcosa che non c’è!

Guerra oppressione e fame, io manderò allora sulle vostre nazioni.  
-----E ci siamo!

Oracolo del Signore.
Odi, oh terra, dov'è la tua salvezza ? A Papeete o nel Papa forse ?!
--- il riferimento a Papeete isola e al Papa, come indicante due estremi nel lusso e nella religione,  per dire che l’uomo ripone la sua fiducia negli uomini non in Dio.
questa è un accusa, verso il papato ,indicante che la gente ripone la sua fede sul papa e non su Dio, beh ha perfettamente ragione, è così, oggi giorno tutti i cristiani cattolici di qualsiasi tipo professano la loro fede nel papa... e il papa è divenuto come un Dio... parole di Gesù “sia maledetto l’uomo che confida nell’uomo” in pratica dice di non confidare nel Papa che esso non è Dio.

Io, faccio piovere secondo le stagioni, Io, ho creato la semina e la vendemmia; ma voi siete solo capaci di ubriacarvi delle vostre idee.
----Chiarissimo--- Dio ha dato cose vere e buone, mentre la chiesa propone idee sballate, che ubriacano gli uomini, che li stordiscono che li portano fuori dalla vie maestra, fuori dalla vera fede.

I vostri iniqui pensieri hanno sconvolto tutte le cose belle da me, per voi create.
Ed è per questo che sventura e terrore arriveranno su di voi.
Non ricercate le vie antiche e vi preparate i vostri sepolcri.
---- l’uomo non cerca più di ripercorre le strade dei padri, ma insegue idee nuove, che portano l’uomo alla sua rovina cioè a condannarsi da solo = i vostri sepolcri.

Oracolo del Signore.
Ma non ancora fino in fondo sterminerò, non ancora.
---- non è ancora il tempo, che Dio si affacci sul mondo, come sterminatore, non dice che porterà la fine del mondo, ma che porterà sterminio, cioè distruggerà la genia che porta con se il peccato e la morte, allora nulla lo potrà fermare, non come il sangue dell’agnello sparso sulla porte dei figli d’Israele, questa volta nessuna porta lo tratterrà, nessuna grotta resisterà, in nessuno spazio ci si potrà salvare.

Scappa Beniamino, divincola le tue braccia da quei preti e frati che ti vogliono trattenere dentro la porta della città, piena di adulterio e abominio.
---Beniamino è il 12mo figlio di Giacobbe, è anche la 12ma tribù di Israele, visto che parla sia ad Israele che alla chiesa di Roma il riferimento a Beniamino è inteso a coloro che praticano la vera fede in Cristo che sono come Beniamino, nel suo carattere, dice di fuggire fuori da quelle mura, fuori da quelle porte, fuori dall’iniquità … e andare presso un deserto, far deserto in se e attorno a se, per non essere presi da quelle iniquità, molto simile al passo apocalittico, dove dice uscite popolo mio da Babilonia …
è un accusa diretta sia al Vaticano, che a Israele In pratica esorta quanti si sentono stretti da queste idee di fuggire, lontano per vivere una vita di pienezza con Cristo, "nel deserto" non di cambiare religione. Evidentemente Babilonia sarà distrutta!


Corri, non a destra, nè a sinistra, ma sulla strada di Girolamo ti aspetterò. (1)
Oracolo del Signore. >>
---Il dire corri sta ad indicare che è imminente la sua distruzione ….. sta al centro della strada che Girolamo ha percorso …  credo che si riferisca a quando Girolamo ha lasciato come scritti,  nel suo centro troverete delle risposte.. il fatto che indichi nella Bibbia di Girolamo un indicazione come mezzo per giungere alla perfezione spirituale. Sta ad indicare che le bibbie create dopo non sono valide …

(1) San Girolamo lasciò la corte papale di Roma per inoltrarsi sulla via della perfezione spirituale. Ritiratosi per lunghi periodi nel deserto, curò la traduzione della Bibbia in latino, la famosissima Vulgata che fu per oltre un millennio la Bibbia universalmente riconosciuta e adottata da tutta la Chiesa.

La seguente profezia fù data a Marcello Ciai nel 1995, dopo una grave malattia e un periodo di "deserto"

-----Per periodo di deserto non si intende stare lontano dal mondo, ma stare lontano dalla fede.. quindi questo Marcello Ciai dopo un periodo di allontanamento ha trovato la fede e ricevuto da Dio questo dono …. Evidentemente la malattia lo aveva debilitato sia nel corpo che nello spirito.

" PROFETIZZA ! "
" CHE PROFETIZZERO' ? "
" GRIDA ! " " CHE DOVRO' GRIDARE ?
C'E' FORSE QUALCOSA DI NUOVO D'ANNUNZIARE SOTTO IL SOLE ?! "
SU UNA NUVOLA PICCOLA E LEGGERA VIENE LA PAROLA DEL SIGNORE PER ANNUNZIARE COSE GRANDI E TREMENDE !

---Si è vero, Dio non si muove sulle nubi  potenti, ma si muove sulle cose piccole perché si nasconde e si cela, e muove la sua potenza nel segreto. Nessuno penserebbe che in una piccola nuvola leggera lì c’è Dio, e invece il maligno che si mostra in cose grandi e potenti, per impressionare, per stupire, per far credere che esso è il più potente, quando è solo apparenza.

" GUARDA SENTINELLA! CHE VEDI?"
" OH VEDO UNA CAROVANA DI PROFUGHI IN LUTTO, MALATI, FERITI, IMPICCATI. "
---Profughi in lutto, riferimento chiaro e preciso a coloro che fuggono dalle guerre e dai massacri.

" SENTINELLA, SENTINELLA CHE VEDI ANCORA ? "
" BAGLIORI E TERRORI, LA NOTTE E' LUNGA, TERRORI E BAGLIORI ."
----Il riferimento è ad un guerra…

" GRIDA SENTINELLA, GRIDA ! "
" CHE COSA DEVO GRIDARE ?! "
" PORTATE ACQUA ! PORTATE PANE AI FUGGIASCHI ! PERCHE' NON LANGUISCANO E MUOIANO. "
------ Fuggiaschi da una guerra dai massacri..

" SENTINELLA, SENTINELLA QUANTO RESTA ANCORA DELLA NOTTE ? "
" ECCO ARRIVA L'ALBA, MA TORNA LA NOTTE.

--- questo passaggio è interessante chiede quanto resta della notte. Il riferimento alla notte è inteso in senso delle tenebre,  ….. perché dice arriva l’alba ma torna la notte, poco dopo che l’alba del nuovo giorno è sorta, torna il buio, questo sta ad indicare che il sole verrà oscurato, e che le tenebre copriranno la terra … e che il giorno sarà in giorno di morte.

VENITE ! VENITE E DOMANDATE ! CONVERTITEVI QUANDO E' ANCORA MATTINO !
----Le conversioni confessioni si devono fare durante il giorno, durante le ore di luce, finche il sole illumina la terra, perché nelle ore di buoi le tenebre avanzano e gli uomini devono stare a riparo nella loro case.. intende dire anche finche il Signore sarà con voi convertitevi, poi quando le tenebre arriveranno ciò sarà molto più difficile.

LE URLA DEL VESPRO MI SPAVENTANO, I SUOI LAMENTI M' INTRISTISCONO. "
NON L'AVEVI FORSE GIA' SENTITO DIRE O FIGLIA DI SION ?
QUELLO CHE E' SCRITTO E' SCRITTO, QUELLO CHE E' DECISO E' DECISO,
MA TU PROPRIO PER MEZZO DEI TUOI MINISTRI INDEGNI HAI RIDOTTO IN ROVINE LE FORTEZZE E SPAVENTATI E CONFUSI I SUOI ABITANTI
.

----Il riferimento è proprio a Gerusalemme..


“ECCO METTERO' SUPERBIA CONTRO SUPERBIA,   vescovo/scienziato contro vescovo/scienziato
E SARA' UOMO CONTRO UOMO, DONNA CONTRO DONNA,
FRATELLO CONTRO FRATELLO, SORELLA CONTRO SORELLA,
MADRE CONTRO FIGLIA, FIGLIA CONTRO MADRE,
PADRE CONTRO FIGLIO, FIGLIO CONTRO PADRE,
MOGLIE CONTRO MARITO, MARITO CONTRO MOGLIE,
FAMIGLIA CONTRO FAMIGLIA,
NAZIONE CONTRO NAZIONE, CITTA' CONTRO CITTA',
PAESE CONTRO PAESE, POTERE CONTRO POTERE.
RAZZA CONTRO RAZZA, CLASSE CONTRO CLASSE,
OCCIDENTE CONTRO ORIENTE, ORIENTE CONTRO OCCIDENTE,
NORD CONTRO SUD, SUD CONTRO NORD.”  --- ci siamo già

 – chiaro riferimento all’apocalisse!

NEL DESERTO E NELLA STEPPA STA LA SUA GRANDEZZA.
SVANIRA' L'INTELLIGENZA DEI SUPERBI E IO CALPESTERO' I LORO PROGETTI,
COSI' CHE RICORRERANNO A MAGHI, ASTROLOGI E INDOVINI E IO LI METTERO'
NELLE MANI DEL CRUDELE DOMINATORE DELLE TENEBRE.
----- in sostanza dice che il Signore si ritirerà e non parlerà più a costoro, per cui saranno costretti a ricorrere ai maghi e ai demoni per sapere e capire.

ORACOLO DEL SIGNORE DEGLI ESERCITI.
LA CITTA' SI SVUOTERA'; LA DONNA NON PARTORIRA' ;
GLI ORGANI GENITALI DIVERRANNO PURULENTI.
----Malattie sessuali si propagheranno e le donne non avranno più figli.

FORTI E DEBOLI DEPERIRANNO E IMPALLIDIRANNO.  
--- ci saranno malattie..e carestie.

LE NOTIZIE SCEMERANNO E SI DISPERDERANNO AL VENTO.
LA STAMPA SI INARIDIRA' E SPARIRA'.

---Nessuno scriverà più ….

SI LAMENTERANNO E FARANNO LUTTO I PESCATORI DI NOTIZIE E
SI LAMENTERANNO E RIMARRANNO DESOLATI I PESCATORI DI UOMINI.

----Insomma nemmeno i preti o gli oratori avranno più nulla da pescare..

INDUSTRIALI, COMMERCIANTI E DISEGNATORI DI MODA SARANNO CONFUSI E IMPALLIDIRANNO.

---- Con impallidire si intende che il colore verrà meno, sarà tutto molto grigio …

Altro riferimento all’apocalisse …

L'ECONOMIA CROLLERA' E GLI OPERAI RESTERANNO SGOMENTI.

----Crollo economico disastroso, soprattutto per industrie … chi avrà terra forse potrà vivere di quel che coltiva.

QUANTO SONO INTELLIGENTI I CAPI DELLA SCIENZA !

Prende in giro la scienza umana, che di intelligente non ha nulla …

I PIU' BRAVI DEI CONSIGLIERI DEL PRESIDENTE FORMANO UN CONSIGLIO STUPIDO.
Qui fa riferimento generico a tutti i presidenti… I presidenti del mondo hanno come migliori loro consiglieri degli stupidi … quindi possiamo immaginare cosa possano consigliare …

COME POSSONO DIRE: " IO VENGO DA SCUOLE E MAESTRI ILLUSTRI ?! "
DOVE SONO DUNQUE I TUOI GRANDI SAPIENTI ? TI RIVELINO LORO QUANTO HA DECISO IL SIGNORE DEGLI ESERCITI CONTRO LA SUPERBIA.
SONO DIVENUTI STUPIDI I SAPIENTI E INGANNANO GLI ILLUSTRI MAESTRI,
TANTO DA FAR SBAGLIARE TUTTI I LORO CAPI.

---questa mi piace molto, perché è la verità, oggi giorno tutti i cristiani e anche pagani, laici, a atei, agnostici  e scienziati, anche coloro che vengono da studi teologici si inalberano sentendosi mettere sotto i piedi da chi non ha studiato teologia o altra scienza, ma dimostra di possedere una cultura superiore alla loro, perché forse c’è il Signore che parla e insegna, loro, dice bene il Signore sono superbi!   Provenienti da maestri ingannati dai sapienti divenuti stupidi … quindi più studiano e più diventano stupidi, senza Dio. Ma il riferimento è anche alla Chiesa.


IL SIGNORE HA MANDATO SUI CAPI UNO SPIRITO DI TRAVIAMENTO
CHE LI FA MUOVERE IN OGNI COSA COME UBRIACHI NEL LORO VOMITO.
--mangiano quello che vomitano dalla loro bocche …. Mangiano la loro condanna.. si nutrono di spiriti traviati, che aleggiano su coloro che comandano le nazioni.

NULLA DI BUONO FARANNO NE' CHI E' IN TESTA, NE' CHI E' IN CODA;
NE' CHI E' IN ALTO, NE' CHI E' ALLA BASE ; NE' CHI E' CAPO, NE' CHI OBBEDISCE;
NE'CHI GUIDA, NE' CHI SEGUE; NE' IL RE, NE' I SUOI SUDDITI; NE' IL PAPA, NE' I SUOI FEDELI.
PAROLA DEL SIGNORE.

---Qui è molto chiaro, in questo tempo di iniquità nessuno agisce nel bene e nessuno pratica la verità, dice il Signore,  dal più piccolo al più grande, dallo scienziato al Papa, tutti sono fuori dalle regole. Per questo dice a coloro che sono come beniamino di allontanarsi dalla società, di ritirarsi in luoghi deserti, e meditare , lì, il Signore li incontrerà.