lunedì 5 settembre 2016

SCOMUNICA PER TERRORIZZARE CHI è NEL GIUSTO!

L'ARMA LETALE 


Una volta la chiesa inventò la scomunica contro il comunismo,
 adesso non si può più dire perchè Francesco ha trovato il comunismo sociale nella chiesa,
 quindi questa scomunica non esiste più, interessante, no!


La confraternita San Pio X  è sotto attacco già da quando Francesco I° ha deciso senza spiegazione logica di chiudere la comunità adducendo che il suo fondatore padre Manelli, sarebbe una persona poco affidabile, diciamo così, per poi spiegare agli altri componenti della stessa che in realtà la comunità veniva chiusa perchè lui sapeva che Satana è contro la parola Immacolata, come dimostrato da un noto video, dove appunto si sente il pontefice fare questa asserzione.

Ora un suo delfino, Mons. Semeraro, con autorità papale, decide e minaccia sia la comunità che il popolo che segue le messe della comunità, di scomunica se questa non si adegua alla volontà di Francesco I°, come se il pontefice fosse Dio in persona! Quando la stessa comunità nell'articolo sotto, molto ben fatto fa ben intendere e ben capire che essa difende i Sacri e Santi valori comunicati da Cristo stesso ai suoi apostoli. Cosa che da quanto dichiarato dalla stessa comunità San Pio X pare disattesi dal clero attuale, che preso da altri principi e valori modernisti, sta "leggermente" sconfinando in eresie di altra origine. Parliamo del desiderio di adattarsi al mondo presente, e far divenire normale quello che Dio non considera normale, ma un abominio, con il tentativo di cambiare la legge del Signore Nostro Dio, in qualcosa che non ha neppure più il sapore di divino, di moralmente ed eticamente giusto e corretto, come se la parola di Dio sia espressa nell'antico come nel nuovo testamento fosse mutabile e corruttibile dall'ultimo arrivato, solo perchè ci si vuole adattare ad un mondo in via di evoluzione, e quindi anche la Parola lasciata deve evolversi, come se essa fosse imperfetta, contaminata da pensieri illiberali, e viziata da un autorità totalitaria espressa appunto da Cristo stesso. Si preferisce oggi andare incontro al modernismo, piuttosto che conservare e custodire la parola del Tuo Dio, che evidentemente per taluni è diventata assai scomoda e un vero peso sa portare, non si capisce però perchè costoro che amano tanto definirsi di Cristo, non decidono di uscire dalla chiesa come ha fatto mons. Charamsa che per lo meno ha avuto la dignità o coraggio di dichiarare cosa era. Perchè costoro, non fanno altrettanto e si dimettono da questa chiesa in cui non credono e che pretendono di sovvertire i suoi principi? Perchè Mons. Semeraro, non si dimette visto che preferisce la messa ecumenica semi-protestante alla messa di S.Pio X vera liturgia santa che produce veri miracoli? Visto che abbraccia una visione anomala, modernista, abominevole della chiesa? Non pensa che quando arriverà al varco come Dio lo accoglierà? O crede veramente, che Dio sorvoli, si sbaglia di grosso! Visto che preferisce opporvisi piuttosto che sostenere la VERITÀ di Cristo? 

La scomunica può essere valida, in casi eccezionali, ma noi non siamo Dio per dir chi deve essere o non essere scomunicati, non abbiamo il potere di conoscere l'animo umano. Cosa disse Gesù ai sacerdoti del tempio che chiudo l'accesso ai cieli, ai popoli?
E voi fate lo stesso, usando lo spauracchio della scomunica per far del male a chi vuole stare con Cristo!   Complimenti andate avanti così che avete i piedi sulla botola dell'inferno!

Gesù mi disse: "Chi scomunica per ingiusta causa la scomunica ricade su chi l'ha proclamata."

Vi ricordo che quando Gesù usa la parola Guai a voi, sta in realtà usando l'anatema, verso coloro che non fanno la Sua volontà!


Io se fossi papa, avrei scomunicato prima di tutto Satana e tutti i suoi affiliati, quindi anche la massoneria, gli illuminiati, i satanisti, tutti quelli che praticano l'occulto in ogni forma e grado, e sopratutto i preti che si sono legati a questi, perchè ce ne sono, lo sappiamo molto bene, non è vero!!!
Solo che ti ammazzano non appena apri bocca, o sbaglio?

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Un attimo di pazienza ma stando alle parole del Mons. Semeraro, " ...la suddetta" Fraternità" non è istituzione ... della chiesa cattolica" 


Ma cosa vi preoccupate, non vi può scomunicare se la Confraternita S.Pio X non appartiene più alla chiesa cattolica, perchè come tutte le professioni che non sono cattoliche la chiesa non può scomunicare, è illogico, la chiesa può scomunicare solo coloro che semmai sono in essa per cui, cosa ci preoccupate, voi continuate ad essere e a praticare come sempre quello che ritenete Giusto, vero e Santo che vedrete che Cristo a dispetto della chiesa stessa Cattolica vi elargirà il decuplo delle grazie che da a questa...tanto per dimostrare che anche stando fuori dalla chiesa Cristo opera lo stesso, volete scommettere.



Articolo: 


Mons. Marcello Semeraro, vescovo di Albano Laziale, ha di recente diffuso una notificazione ai parroci (CLICCA QUI per il testo integrale), con la quale dichiara che la Fraternità Sacerdotale di San Pio X “non è un’istituzione della Chiesa Cattolica” e che i fedeli non devono frequentarla, né assistere alla S. Messa celebrata dai sacerdoti della Fraternità, per non “rompere la comunione con la Chiesa” (ossia per non essere scomunicati). Si tratta di affermazioni che non solo sono inconsistenti sotto il profilo del diritto canonico, ma sono anche sconcertanti: mentre la Chiesa, purtroppo, sprofonda nella confusione, con Pastori che farneticano di dialoghi, abbracci e accoglienza per sodomiti e adulteri, il vescovo di Albano spara contro i sacerdoti che ancora difendono l’integrità della Fede.
Pubblichiamo, tratto dal sito della Fraternità, il testo integrale della risposta (che sottoscriviamo in pieno) della Fraternità alla notifica di Mons. Semeraro. In questa triste circostanza, che dimostra una volta in più quanto dobbiamo pregare perché la Chiesa ritrovi la via della retta ragione, ribadiamo la nostra piena e incondizionata solidarietà alla Fraternità Sacerdotale San Pio X, verso la quale sentiamo profonda gratitudine per il costante impegno dei suoi sacerdoti nella difesa della Fede. Invitiamo i nostri amici lettori a consultare l’elenco delle Cappelle in cui, in tutta Italia, i sacerdoti della Fraternità celebrano la S. Messa di sempre, con grande giovamento spirituale per quanti desiderano restare cattolici.
Consigliamo anche la lettura dell’articolo su questo argomento, pubblicato su Vigiliae Alexandrinae
Paolo Deotto – direttore di Riscossa Cristiana

A Proposito della notificazione di Mons. Semeraro
In una notificazione del 14 ottobre scorso, Mons. Marcello Semeraro, che amministra la Diocesi Suburbicaria di Albano, ha pensato di dichiarare che la Fraternità Sacerdotale San Pio X non è “un’istituzione della Chiesa Cattolica” e che i fedeli non devono frequentarla per non “rompere la comunione con la Chiesa”.
 Molte cose potremmo chiedere a Mons. Semeraro, guardando dal suo punto di vista.
Potremmo chiedere se sa che la Fraternità San Pio X è stata eretta con l’approvazione del Vescovo di Friburgo nel 1970; che la Santa Sede le ha conferito il decreto di lode nel 1971; se sa che la stessa casa della Fraternità  ad Albano, con il suo Oratorio semipubblico per amministrarvi i sacramenti, è stata eretta canonicamente con decreto del suo Predecessore Mons. Raffaele Macario il 22 febbraio 1974 (prot. 140/74).
Potremmo anche chiedergli come concilia le sue proibizioni con le dichiarazioni ufficiali della Santa Sede, che con risposta della Commissione Ecclesia Dei del 18 gennaio 2003, diceva che è possibile soddisfare il precetto della Messa domenicale “assistendo ad una messa celebrata da un prete della Fraternità San Pio X”; o come pensa che si possa “rompere la comunione con la Chiesa” andando a Messa dalla Fraternità San Pio X, quando la stessa Santa Sede non ritiene più fuori dalla comunione nemmeno i Vescovi della medesima Fraternità; o se pensa che presunte irregolarità canoniche equivalgano a una rottura della comunione.
Potremmo ancora chiedergli perché lui, il Vescovo, possa organizzare una veglia ecumenica nella cattedrale (18 gennaio 2014) per pregare con persone che di certo non sono “in comunione con la Chiesa Cattolica” come una pastora evangelica e un vescovo ortodosso (ortodossi cui nel 2009 ha consegnato la chiesa di San Francesco a Genzano, costruita dai nostri padri per il culto cattolico), mentre i suoi fedeli non possono pregare con altri cattolici alla Messa della Fraternità.
Potremmo chiedergli perché l’apertura di spirito della Diocesi è tanto ampia da includere il “Primo forum dei cristiani omosessuali”, tenutosi nella Casa dei Padri Somaschi il 26-28 marzo scorso, ma non chi rimane legato alla Tradizione della Chiesa cattolica.
Non attendiamo una risposta su questi punti che mostrano in maniera lampante le contraddizioni di Mons. Semeraro
La Fraternità fonda il suo ministero presso tutti i fedeli proprio sulla necessità di combattere gli errori contro la fede cattolica romana che sono diffusi nella Chiesa dagli stessi Vescovi: da quello appena citato dell’indifferentismo ecumenico, per cui si può dare credito a tutte le religioni come se fossero tutte vie di salvezza, abbattendo di fatto il Primo Comandamento di Dio, fino all'adozione di una liturgia che si allontana dall'espressione dei dogmi della Chiesa Romana per diventare semi-protestante e irriverente. Errori che si spingono sempre oltre, come si è visto nell'ultimo Sinodo, dove sotto apparenze di misericordia, si è discusso sulla possibilità di modificare il Sesto Comandamento e di rinunciare nei fatti all'indissolubilità del matrimonio cristiano. Lo stato di grave necessità generale, dovuto alla capillare diffusione di errori contro la fede da parte della gerarchia ecclesiastica, fonda canonicamente il diritto e il dovere di ogni sacerdote fedele di dare i sacramenti e un’autentica istruzione cattolica a chiunque lo richieda.
La Fraternità San Pio X, sull'esempio del suo fondatore, continuerà a trasmettere integralmente il deposito della fede e della morale cattolica romana, schierandosi apertamente contro tutti gli errori che vogliono deformarlo, senza tema di minacce o ingiuste sanzioni canoniche, poiché questo deposito né Mons. Semeraro, né alcun altro membro della gerarchia ecclesiastica potrà mai cambiarlo. Come dice San Pietro: “Occorre obbedire a Dio piuttosto che agli uomini”.
Tutti coloro che desidereranno ricevere i sacramenti come la Chiesa li ha sempre amministrati, ricevere un catechismo autentico per i loro bambini, una formazione per gli adulti, una direzione spirituale e un conforto per i malati saranno sempre benvenuti.
Il Distretto d’Italia della Fraternità San Pio X