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martedì 8 maggio 2018

LA RIVELAZIONE È VERTEMATE TERMINATA?



LA RIVELAZIONE È VERTEMATE TERMINATA?





Per quale ragione molti che si dicono credenti integralisti o/e anche no, sostengono che la rivelazione sarebbe terminata in un certo momento storico? 

Dobbiamo fare una premessa, molto spesso ci troviamo innanzi a persone che si pongono in relazione a presunti profeti, con un modo di pensare e relazionarsi, da veri presuntuosi. Escludono che qualsiasi persona possa avere un contatto con la divinità, per il solo fatto che codeste persone nella loro esistenza per quanto si dicano credenti e per quanto manifestino una certa credenza, ma loro stesse non hanno mai avuto nessuna manifestazione, spesso neppure miracoli, per cui dicono se a noi non è successo nulla, se noi non abbiamo visto nulla, sentito nulla, e siamo anche più intelligenti di questi, e siamo anche più colti di questi e  secondo il loro pensare abbiamo anche una conoscenza maggiore della teologia, per quale ragione costoro devono essere più noi, e aver loro queste manifestazioni, quando noi non le abbiamo? Ecco tutto parte fondamentalmente da qui e poi si dicono essere persone caritatevoli, umili, magnanime, etc, cosa che per altro spesso è falsa, perché se fosse vero che fossero, umili, magnanimi, misericordiosi, caritatevoli, etc, otterrebbero i favori di Dio, e certamente almeno un minimo di percettività, un minimo di relazione con Dio ci sarebbe, invece grazie a questo loro pensiero negativo verso altri esseri umani, considerati a loro avviso, scadenti, poco edotti nella teologia e via di seguito, loro ritengono che le parola o le vicende che costoro dicono, appartenere alla divinità, non sia vere, ma anzi frutto d'invenzione e menzogne. Quindi costoro trattano le persone che pensano, credono e manifestano questo loro contatto con la divinità, come veri delinquenti, come truffatori o come esalti e spesso anche come persone malate di mente, e in alcuni casi pure come indemoniati, è preferibile considerare codeste persone come posseduti, anziché persone che possono realmente aver avuto un qualche contatto con la divinità. 

Tutto questo perché alla base c'è una profonda invidia, del fatto che Dio abbia scelto persone umili, semplici, poco istruite, che si curano poco anche di sapere tante cose, che sono anche poco intelligenti, etc per cui anche tra molti sacerdoti si manifesta la stessa problematica, si sentono defraudati da parte di Dio, di non essere toccati loro stessi dalla potere di Dio, per cui preferiscono e manifestano contrarietà, spesso anche molto violenta verso altri, che sono secondo loro intendere a loro inferiori.

Ovviamente costoro non si rendono minimamente conto, che il loro atteggiamento non è affatto di un credente ma di un ateo, perchè un credente che sia vero credente non restringe la potenza di Dio dentro a confini creati da noi, ma la lascia libera di agire, come infatti Gesù fece notare a Pietro con quella famosa frase che ha diversi risvolti in se stessa: "Posso fare delle mie cose, quello che voglio?” questa frase dovrebbe essere ricordata spesso a costoro che invece vorrebbero e vogliono limitare l'azione di Dio dentro a confini ben precisi, ed anzi fanno di tutto per impedire a Dio stesso di trovarsi chi Egli vuole, non chi costoro vorrebbero, ecco per cui nascono queste invidie molto forti e costoro che si vantano tanto di essere grandi conoscitori della parola, ma in realtà non solo non la conoscono realmente, ma anche la rifiutano per il vero e profondo significato che ha in se; con il risultato che poi diventano loro stessi acerrimi nemici di Dio, pur essendo essi stessi all'interno della chiesa, o anche dell'essere da altri riconosciuti come cattolici.

Quando una persona accusa qualcuno di non essere vero profeta, primo se ne deve accertare e sapere come si distingue un vero profeta da un truffatore, così si deve accertare chi si dice essere vero credente da chi non lo è, perché come dico sempre a parole si può esternare qualsiasi cosa, anche le menzogne che oggi giorno sono all'ordine del giorno, mentre la fede non la vedi, con le parole, ma con i fatti, sono i fatti che manifestano la fede, non le parole, a meno che queste parole non siano fatte per correggere, per redimere, per insegnare, ma cmq sia c'è bisogno dei fatti concreti che dimostrino realmente se la persona ha vera fede, cioè la vita della persona. Chiunque, si dica credente, deve corrispondere a quanto va esternando. Perché è indubbio che un bravo scrittore di teologia se compone bei libri, ma se non fa esso stesso quello che pubblica nei suoi scritti non vale nulla, solo abilità di bravo scrittore, ma poi egli stesso dimostra essere il contrario di quanto esterna. Molto spesso il credete è proprio così, da un lato parla bene e sembra aver in se grande conoscenza della materia, ma poi nel suo vissuto di tutti i giorni, non è quello che esterna, spessissimo i credenti sono esattamente l'opposto, cioè sono incoerenti e quindi ipocriti. 

L'incoerenza di un credente si manifesta in tanti ambiti dal poco al tanto, anche nelle piccolissime cose di tutti i giorni si vedono questi aspetti non c'è neppure bisogno di investigare tanto profondamente, ma anche il fatto di talune piccole furbizie, tipo passare davanti nella fila, oppure essere sgarbati, oppure piccole astuzie, nel trattenere il danaro, oppure essere scortesi, oppure essere un po troppo lunatici, oppure essere un po troppo furbi per i propri interessi, insomma ce ne sono parecchie di queste cose, che generalmente la gente e anche i sacerdoti non badano, perché anche nella chiesa spesso taluni sacerdoti fanno e giustificano a loro volta considerandole cose da poco, ma il Signore non considera queste cose da poco, il suo metro valutativo è molto diverso dal nostro, anche nel poco il Signore guarda, anzi Lui valuta di più nel poco che nel molto. 

Ora la rivelazione quando sarebbe realmente terminata?

E chi è che ha creato al rivelazione?


Ora Gesù è colui che ha rivelato il verbo e ha portato la verità, da lui parte la rivelazione. 

Gli apostoli a loro volta non sono rivelatori della verità, perché non ne sono promotori, ma solo coloro che fanno da testimoni alla verità, perché sono stati presenti alla rivelazione di Cristo. 

Gesù disse e promise agli apostoli che avrebbe mandato loro lo spirito consolatore che altro non è che lo Spirito Santo, ma questo modo di parlare di Gesù non era esclusivo solo per gli apostoli, ma per tutti coloro che volessero farsi testimoni di Cristo, anche perché sarebbe stato alquanto riduttivo dar la possibilità solo agli apostoli di ricordare senza sbagliare cosa Egli aveva detto, cioè rivelato, per cui lo Spirito Santo viene per volontà divina sul mondo e su quanti, desiderano diventare parte con Cristo della medesima rivelazione.
Ciò significa che lo Spirito Santo avrebbe potuto rivelare altre cose che gli apostoli non avessero scritto nei vangeli o in altre lettere.
Perchè proprio nei vangeli stessi lo dice, che gli stessi vangeli non riportano tutto il testo, ma bensì solo una parte di quanto Cristo rivelò , quindi il restante non è mai stato scritto, deve essere rivelato ad opera dello Spirito Santo che il Signore promise. Per cui da ciò si comprende che la rivelazione non può essere terminata, con coloro che hanno testimoniato colui che l'ha portata e l'ha rivelata, altrimenti Cristo non avrebbe detto vi mandò lo Spirito consolatore, perché è implicito che gli bastava quello che costoro avessero ricordato e scritto, ma dato che non è così, lo Spirito Santo era necessario proprio per questa ragione.

Per cui quando la rivelazione è terminata?


Quindi chi ha rivelato la parola del Padre cioè il verbo è Cristo stesso, non gli apostoli che sono solo testimoni. Per cui se dovessi dire quando è terminata, dovrei dire che è terminata con colui che l'ha rivelata e che nemmeno i suoi amici-apostoli era rivelatori, ma solo testimoni della rivelazione. 

Di conseguenza abbiamo che la rivelazione non è mai terminata, proprio per le parole di Gesù che inviò lo Spirito Consolatore.
Consolatore significa che (aiuta, istruisce, soccorre, etc) gli apostoli e a chiunque si facesse apostolo delle verità, non solo sacerdoti, ma anche persone estranee al contesto delle chiesa, basta che codeste siano portatori della parola di Cristo e portino con se la volontà di Cristo, come l'esempio chiaro dell'esorcista estraneo che gli apostoli non gradivano, perché lo ritenevano fuori dal loro gruppo, ma Gesù gli fa capire che non devono rifiutarlo, ma semmai queste persone estranee sono d'aiuto, al medesimo scopo della chiesa; questo fatto la chiesa come gli apostoli, non è piaciuto per nulla, i quali si ritenevano gli unici dispensatori delle grazie divine, ma in questo Cristo è chiaro, non è come costoro volevano.

La decisione di Gesù era totalmente diversa dal pensare degli apostoli e poi della chiesa. Quindi come possiamo vedere tra Cristo e il gruppo degli apostoli vi sono dei contrasti, come se gli apostoli(chiesa) non accettassero di essere messi in secondo piano, ma quello che preme a Gesù non è la primarietà, ne tanto meno il primato, ne chi è veramente è il primo tra chiesa(apostoli) e i laici(credenti), al Signore Gesù non bada a queste piccolezze che anzi a lui danno fastidio, perché dimostrano la piccolezza umana, tanto che risponde in favore dell'esorcista estraneo, “non glielo impedite, perché non c'è nessuno che faccia qualcosa in nome mio e poi possa parla male di Me.” 


E come al solito gli uomini di chiesa sono ribelli al loro maestro-pastore. 


Il vangeli sono espressione di 4 evangelisti, ma sono stati scritti tecnicamente da altri, anche se riportano le parole degli Apostoli Matteo e Giovanni e discepoli, ma la rivelazione non appartiene a costoro, fanno solo l'operazione di trascrivere il loro ricordo. L'apocalisse viene rivelata unicamente a Giovanni, non viene dalla bocca di Cristo, perché in quel momento è già risorto, per cui Giovani vede e sente la voce di Dio e tutto il resto in forma eterica che è diverso. Per cui anche questo genere di rivelazione è postuma alle parole di Cristo. Per cui la vera rivelazione è unicamente espressione delle vita di Cristo, quando Cristo era in vita. Tutto quello che venuto dopo compresa l'apocalisse è una rivelazione che ha la tessa identica valenza, di qualsiasi rivelazione fatta in qualsiasi tempo, anche dopo la morte degli Apostoli. Oltretutto c'è da dire una cosa, il Signore avrebbe potuto rivelare solo a Giovani tutto quello che Egli ha visto dell'apocalisse quando era in vita, non lo ha fatto, perché voleva in questo modo stabilire che da quel momento in avanti, Egli si sarebbe manifestato a diversi soggetti che Lui stesso avesse scelto, nel corso della storia della chiesa e dell'umanità, per cui Giovanni diventa il primo ad avere tali manifestazioni e non l'ultimo.

Fa proprio capire che Dio vuole aprire un nuovo capitolo della rivelazione proprio rivelando l'apocalisse che è un messaggio futuristico, la quale non chiude, ma bensì apre. Infatti l'apocalisse contiene tutta la storia dell'umanità ma in forma celata, ed è proprio questo il discorso; se fosse stata rivelata chiaramente, allora si, che si poteva dire è terminata con l'apocalisse ogni rivelazione, ma dato che l'apocalisse di Giovanni è un libro criptico che solo lo Spirito Santo può rivelare i suoi contenuti a chi Dio desidera, fa capire che il testo è praticamente incompleto, o meglio dire è completo ma celato, è come se fosse incompleto, per cui Dio manderà in certi periodi persone che potranno rivelare quello che a Lui interessa rivelare, per cui la rivelazione non è terminata. Nascondere in un testo immagini figurative, rappresentative, assieme a parole, significa che quel testo non solo indica altro, ma che non è del tutto completo, perché il Signore si riserva di innestare nello stesso, quello che appositamente ha tralasciato, perché non vuole che l'uomo conosca tutto, non solo per l'uomo, ma anche all'avversario che non ha in se la conoscenza del futuro. 


C'è anche un altro fatto che attesta che la rivelazione non è mai terminata, perchè Cristo non l'ha mai detto che la sua parola avrebbe avuto una fine, questi pensieri sono parole di uomini che volendo dir una parola di più, perché pensano di essere più intelligenti di Dio stesso, hanno stabilito una parola contro la volontà di Cristo; il fatto stesso di dire, la mia legge è eterna, indica che tutto quello che Lui portò e porterà durerà per sempre, oltretutto questo fatto del voler restringere la rivelazione ad un periodo storico, fa si, che una parte del testo apocalittico, diverrebbe non certo, cioè quando la profezia dell'apocalisse, cioè del testo che rivela il futuro della chiesa nel mondo, specifica che ad un certo punto qualcuno porterà qualcosa di innovativo, fa capire che Dio vuole rigenerare la chiesa, purificandola ed esaltandola maggiormente. Purtroppo però qualcuno di poco intelligente e anche spiritualmente non sempre elevato, ha apposto una limitazione alle parole stesse contenute nel libro delle rivelazione, facendo intendere tutt'altro. 



La rivelazione non può terminare, è come dire che Dio non ha più nulla da dire, questo non è vero; non solo, ma questo modo di parlare è anche satanico, perché è satana che vuole impedire all'uomo di considerare che la rivelazione sia termina così com'è, per svariate ragioni “politiche e strategiche”. 

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Ha tutti i credenti in Cristo, la Madre di DIO l'Immacolata Concezione chiede di pregare assiduamente per alleviare a Dio la grande sofferenza che deve sopportare per la perversione della sua amata Chiesa e per la perdita di tanti suoi consacrati e credenti che hanno rinnegato Dio.