venerdì 7 marzo 2014

Alcuni scritti di S.Giovanni della Croce, sono stati manipolati dai servi di Satana.


Rispondo a questo pezzetto tratto dagli scritti di  San. Giovanni della Croce:

Intanto da come si esprime S.Giovanni della Croce, non è il santo a scrive sotto dettatura dello Spirito Santo, ma egli scrive in prima persona, è lui che pensa e che ragiona con la sua testa senza l'ausilio dello Spirito Santo.  Questo non è il modo di parlare dello Spirito Santo!

3. "Sbaglia molto chi apprezza questa sorta di favori e corre grave pericolo di essere ingannato o, quanto meno, troverà in sé un forte ostacolo per accedere "al piano dello spirito”.

Intanto prima di tutto è lo Spirito di Dio che sceglie l’uomo e non è l’uomo che sceglie Dio.

 “Infatti, ripeto, tutti questi favori corporali non hanno alcun rapporto con le cose dello spirito. Per questo motivo occorre sempre ritenere che essi provengano dal demonio piuttosto che da Dio.” 

questo è un cattivo pensiero, considerare che tali manifestazioni provengano dal demonio, anche quando provengono da Dio, anzi devo dire che questo modo di parlare porta direttamene alla bestemmia contro lo Spirito Santo! Nessuno può dire cosa è manifestazione di Dio e cosa è manifestazione di satana, respingere tali manifestazioni e considerarle negative anche quelle divine è fare peccato contro Dio stesso.

“Il demonio ha più mano libera sulla parte esteriore e corporale e gli è più facile ingannare su questo punto, che non riguardo alla parte interiore e spirituale.

Questo non è vero, il demonio agisce tanto materialmente quanto spiritualmente.
Caso mai satana ha una maggiore libertà di portare a termine le sue azioni, "benigne-maligne" nel senso che fa passare quelle maigne come benigne e alle volte se compie qualche"miracolo benigno" esso dura molto poco, in senso temporale proprio per non adobrare la gloria di Dio, rispetto a quanto Dio faccia, si perchè prima che Dio agisca ci vuole un po più di tempo(è dovuto la fatto che la soggetto non sempre è perfettamente in linea con Dio stesso); satana concede facilmente a tutti quello che desiderano.... certo bisogna fare molta attenzione... il demonio gli interessa l'anima non gli interessa nulla il corpo... per cui l'inganno è portato proprio al suo interno maggiormente, sopratutto verso la mente del soggetto, anziché esteriormente. Tutto il contrario da quanto detto dal Santo! 

 “L’anima, quindi, non deve mai azzardarsi a volere simili fenomeni, anche se, ripeto, venissero da Dio, perché accogliendoli va incontro a sei inconvenienti.”

Stupidaggini!  il soggetto deve chiedere a Dio di essere da lui protetto, difeso, soccorso, guarito, e assistito in tutto quello che può servire alla sua vita quotidiana e spirituale, può desiderare di avere l'assistenza di Dio nella sua vita quotidiana, e può anche chiedere di ottenere particolari grazie, sopratutto verso il prossimo. I fenomeni come li chiama S.G.C. , sono intrinsechi al fatto che il soggetto chiedendo, per altri grazie egli stesso beneficia indirettamente tali grazie, e alla lunga il signore dona al soggetto una grazia particolare che solitamente è un dono. La persona deve chiedere a Dio grazie per altre persone, e grazie per la crescita spirituale della sua anima, i doni dati da Dio non possono essere rifiutati è Dio che dona non siamo noi a "rubare" il dono, visto che non abbiamo a nostra disposizione la dispensa dei doni di Dio ;) Un rifiuto di un dono e uno sgarbo gravissimo a Dio è come rifiutare la presenza di Dio in Noi... 

 “In primo luogo, la sua fede va diminuendo, perché ciò che si sperimenta con i sensi svigorisce molto la fede, che, come si è detto, è al di sopra di tutti i sensi. “

Evidentemente il santo ha vissuto una fede sensitiva, non una fede spirituale o elettiva. La fede diminuisce solo se manca umiltà, misericordia, carità, preghiera ed opere e vera e assoluta fedeltà in Cristo. Come esprime la parabola del centurione e dell'emorroissa. Una persona se prega poco ma ha una fede fortissima in Dio, questa persona viene salvata, è l'esempio che fa il ladro sulla croce, uno dei due capisce chi è Gesù e gli chiede perdono e gli crede, sopratutto questo e solo per questo fatto egli viene salvato, questo fa capire che non servono nemmeno tante preghiere, o chissà cosa, ma serve vera convinzione e vera ed assoluta fede in Dio, per essere salvi. Certo la vita di un uomo è lunga per cui mantenere stabile e perfetta la fede di questo tipo è molto difficile, e servono preghiere, ma sopratutto tante opere. 

C'è da dire anche che noi siamo fatti di sensi, e l'anima manifesta la sua presenza mediante questi, altrimenti non c'è modo per noi per capire cosa ci sta accadendo, la mente manifesta le sue sensazioni mediante impulsi nervosi verso il corpo e viceversa, e mediante percezioni corporali, la mente senza il corpo sarebbe incapace di capire cosa sta per accadere. In questo il SGC dimostra di non conoscere la modalità in cui uno spirito si manifesta nell'anima e come Dio si manifesta nel soggetto e con quali e quante maniere esso procura sensazione al corpo e alla mente, l'anima è legata come ho già detto al corpo da un punto che si trova nel nostro cuore, ma essa è espansa su tutto l'organismo e cresce con il corpo, posso dire si alimenta da esso, infatti molti eventi di apparizione, manifestazioni, fantasmi, ecc, dimostrano il momento della morte della persona; se essa muore da anziana, la sua anima è di un anziano, se muore da bambino la sua anima è un bambino, così via . In paradiso tutte le anime mantengono la dimensione corporea. Mentre per l'età se sono bambini rimangono tali, se invece sono anziani, diventano giovani. 


Non è affatto vero che ciò che si percepisce con i sensi svigorisce la fede, è semmai un supporto alla fede e ti fa capire se quello che ti sta accadendo è una manifestazione di Dio o di Satana. Certo bisogna far capire alla persona ed insegnare come si distinguono i due fenomeni, qui il SGC non lo fa per nulla sconsiglia e impone alla persona di non sentire ne Dio e ne altro. Gesù nei vangeli non ha mai parlato di non ascoltare la parola d Dio, che può venire in migliaia di modi diversi.... sembra quasi che il SGC non parli per volontà di Dio ma per una sua volontà di allontanare la grazia di Dio dalla gente comune. 

“In tal modo l’anima, non chiudendo gli occhi a tutte le cose che le vengono dai sensi, si allontana dal mezzo adatto per l’unione con Dio.”

qui il santo dimostra di non saper neppure quel che dice, oltretutto non vuole spiegare quale sarebbe questo mezzo(ovvio mancano altri scritti) ma questo non è il modo di parlare per far conoscere la verità, è un modo di parlare per scoraggiare le anime dal pregare Dio...  Intanto questo modo di parlare è anche illogico, perchè il SGC non comprende che egli stesso fa uso dei sensi per parlare, scrivere, sentire, pensare, avere sensazione, amare, desiderare, ecc egli stesso usa i sensi, per tutte queste cose il suo discorso è irrazionale ed illogico. L'anima è fusa con il corpo per cui essa manifesta e sente tutto quello che il corpo le trasmette ogni cosa, l'anima non può decidere per conto proprio, l'anima è una copia esatta tutte le sensazioni corporali, infatti quando il soggetto è passato a miglior vita, l'anima mantiene in se tutti i ricordi sia della mente che della vita quotidiana, che tutti i sentimenti e tutte le sensazioni espresse sia dalla mente, che dal corpo stesso. SGC in questo si dimostra ignorare la realtà dell'anima, e dimostra che tutto questo discorso non è frutto dello Spirito Santo, anzi è frutto della mente che credendo di sapere, scrive secondo quello che ha appreso in tanti anni di conoscenze letterarie di altri santi prima di lui, praticamente egli stesso non esprime un pensiero vero, ma un pensiero indotto da altri, da un imposizione della chiesa che non vuole troppi santi. 

"il mezzo adatto per l'unione con Dio,"


Non è solo, l'eucarestia il messo utile, ma come dice Gesù a sua madre: "non di solo pane vive l'uomo ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio" cosa significa che non serve solo l'alimento per vivere, ma di ogni parola cioè della voce di Dio che nutre l'anima, oltre che la mente e sanifica il corpo. La parola di Dio la trovi nella scritture, A.T- N.T sopratutto, in altri scritti postumi, (ma io andrei con i piedi piombo tutto quello che viene dopo...) , ma anche la parola di Dio che viene a te, mediante la tua anima, si perchè come ho già detto e mi ripeto ancora, Dio ha diversi modi per parlare ad un anima, lo fa principalmente proprio mediante l'anima stessa, quindi rifiutare la parola che viene da dentro è un idiozia... non lo si può fare, non si si può mettere  a tacere qualsiasi voce che entra dall'anima in te, è come cercare di chiudere le orecchie per non ascoltare con cosa le chiudi, non sono come gli occhi che hanno le palpebre. Le orecchie sentono sempre, l'anima ancora di più, perchè proprio nulla può fermala, niente può mettere a tacere uno spirito qualsiasi esso sia... buono o cattivo. 


“In secondo luogo, tali manifestazioni diventano un impedimento per lo spirito se non vengono respinte, perché l’anima si adagia in esse e lo spirito non spicca il volo verso l’invisibile. “

un'altra cosa non vera! Le manifestazioni di Dio non sono un impedimento per lo spirito, anzi sono un elevazione dello Spirito di Dio, perché lo Spirito di Dio si impossessa dell’anima e la rende un tutt'uno come se stesso, dove sta il pericolo, Dio è superiore a noi sa benissimo fin dove arrivare e fin dove muoversi, cosa fare e cosa non fare, SGC parla come se Dio fosse in capace … non è affatto vero l’anima presa dallo Spirito di Dio non si adagia, è molto energetica e molto reattiva.
Lo spirito non ha bisogno di involarsi quando si trova in un anima ha bisogno solo di essere accettato e accolto per quello che è!

Uno dei motivi per cui il Signore disse ai discepoli che era necessario per lui andarsene, perché potesse venire lo Spirito Santo (cfr. Gv 16,7), era proprio questo.

Gesù:"7Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. 8E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. 9Riguardo al peccato, perché non credono in me; 10riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; 11riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato."


l'introduzione del discorso di questa parabola non ha nulla a che vedere con il senso che si vuol dare al discorso stesso... il santo vorrebbe addurre che la morte di Gesù è servita per inviarci lo Spirito Santo, ma nel contesto del suo ragionamento non ha senso, visto che lui si oppone alle manifestazioni di Dio.


"E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato" 

indica che svelerà il peccato dove si cela, farà giustizia e darà un giudizio. 

"Riguardo al peccato, perché non credono in me;"

Certamente perchè lui è colui che combatte il peccato e si oppone ad esso, non credono i farisei, gli idolatri ecc, non credono che Gesù possa distruggere il peccato. 

10riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più;" 

ovvio diceva agli apostoli che si sarebbe riunito con il Padre e avrebbe assunto la giustizia, infatti in apocalisse la spada  a doppio taglio è quella della verità e della giustizia.

"riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato."

qui parla del giudizio, esprimendo che ancora il principe di questo mondo è satana, quindi con la sua morte e resurrezione Egli ha sconfitto e con condannato il maligno. 


Per lo stesso motivo non permise che Maria Maddalena lo trattenesse dopo la risurrezione, ma si aggrappasse solo alla fede (cfr. Gv 20,17).


Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va' dai miei fratelli e di' loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro».

il discorso è un po complesso, partiamo dalla morte in croce quando promise ad uno dei due ladroni che in quel giorni sarebbe stato con lui in paradiso, infatti la sua anima salì subito in paradiso, ma poi ridiscese per entrare nel corpo e riprendere vita, quindi risorgere. E dice alla Maddalena di non trattenerlo, ma questo è un termine che indica anche di non toccarlo,  ovvio, era puro e nessuno doveva macchiarlo con il peccato e dice infatti "perchè non sono ancora salito al Padre mio", il motivo è semplice per entrare in paradiso bisogna essere senza nessuna macchia, ecco cosa intende dire per trattenerlo,, non indica il trattenerlo in quel luogo, ma indica di non toccarlo, perchè era in una situazione particolarmente delicata, per cui l'anima e il corpo si erano appena riuniti e quando poi ritornò al Padre Celeste Gesù si è riunificato con esso, assumendo tutta la potenza e gloria del Padre Suo, diventando perfetto e stabile.... 

Non capisco perchè citare questo passaggio.... secondo me non ha attinenza con il discorso...

“In terzo luogo, l’anima va coltivando un sentimento di possesso nei confronti di queste comunicazioni e non fa progressi nella via della vera rinuncia e nudità di spirito.”

 L’unica rinuncia che deve fare l’uomo è la perdita della sua materialità e l’aspirazione di essere un tutt’uno con Dio stesso ….

“ In quarto luogo, l’anima perde gradualmente l’effetto spirituale da esse prodotto. Quest’ultimo s’imprime e si conserva nell'anima quanto più si rinuncia alle cose sensibili, molto diverse dal puro spirito”In quinto luogo, l’anima perde, a poco a poco, i favori di Dio, perché li considera sua proprietà e non sa trarne il profitto dovuto.

 questa è un vera scemenza, una fantasia bella e buona, nessun uomo può considerare i doni ricevuti da Dio una proprietà, perché Dio come li ha dati li toglie.  Siamo tutti controllati da Dio, specie costoro.


“Considerarli come sua proprietà e non trarne profitto significa impossessarsene, mentre Dio non li concede perché l’anima desidera averli; anzi, essa non deve mai pensare che tali favori vengano da Dio.”

La complessità di questo farraginoso discorso non è opera di Dio, ne tanto meno dello Spirito Santo....  Un discorso estremamente contorto, che non porta a Dio, ma anzi porta la maligno.

"Considerarli come sua proprietà"  secondo SGC i doni che vengono da Dio il soggetto li considera come una sua proprietà, ma questo non è detto, dipende molto dal soggetto, se esso si inorgoglisce e pensa che siano suoi, o esso riconosce che sono di Dio... inoltre appena il soggetto inizia un processo di superbia, i doni si perdono...  andiamo avanti... "non trarne profitto significa impossessarsene...." ma come ragiona.... cioè non trarne profitto sarebbe impossessarsene?, caso mai è il contrario..... 
se io non traggo profitto da qualcosa, non posso appropriarmene, perchè l'appropriazione indica che ne trarrò profitto, da ciò che mi sono appropriato. Non ha senso chiedere un dono per poi non usarlo, il dono si chiede per ottenere un vantaggio, un profitto per il bene del soggetto e delle anime a cui il dono serve.. Non ha alcun senso questa frase... 

"mentre Dio non li concede perché l’anima desidera averli;" se un soggetto desidera avere un dono di Dio, vuol dire che il soggetto ama Dio, altrimenti non chiederebbe il dono a Dio, ma lo cercherebbe presso il maligno, di cui lo otterrebbe più facilmente, senza paletti e senza regole.




Mi viene da ridere.. non deve pensare che i favori vengano da Dio, ma l’anima senza Dio non può nulla di nulla!!!


“Il sesto inconveniente si verifica quando l’anima, con il desiderio di ammettere queste comunicazioni, apre la porta al demonio che la può ingannare con altre simili, che egli sa imitare e mascherare molto bene in modo da farle sembrare buone.”

Che il demonio sappia ben confondere le carte è vero, ma che possa ingannare un anima presa di da Dio, No! Perché è sempre Dio che vigila su quest’anima.  Può essere che il desiderio di possedere o di illudersi di possedere qualche dono, potrebbe far compiere all'anima dei peccati di superbia ed allora può succedere che il maligno si infiltri in essa, ma cmq sia è un fattore estremo che avviene di rado, e quando avviene l’anima, ha involontariamente accettato con il peccato, il maligno..  

 Come dice l’Apostolo, egli può mascherarsi da angelo di luce (2Cor 11,14).

Non può mascherarsi, prende il suo aspetto originale quando era angelo di luce. Semmai irretisce i giovani e le giovani con poteri e desideri turpi, ecc.

“ È sempre bene, quindi, che l’anima”
Forse il santo parla dell’anima come un soggetto, non come anima vera, forse!  Ma se per caso parla dell’anima vera, devo dissentire perché non è esatto, un anima finche è nel corpo umano non ha capacità di pensiero, non pensa, essa pensa solo quando sarà staccata dal corpo. E’ la mente umana che prende il sopravvento sull’anima, ed essa si lascia dominare dalla volontà umana. Se così non fosse l’anima dominerebbe il corpo e la mente stessa, permettendo a qualsiasi entità che prende il  sopravvento di dominare la mente e il corpo.

“respinga ad occhi chiusi questi fenomeni da qualunque parte arrivino” 
Che il soggetto respinga qualsiasi fenomeno, è assurdo per il semplice fatto che non è il soggetto che può respingere o resistere allo volontà di Dio se esso prende di mira un determinato soggetto. Dobbiamo sempre tener presente che chi domina l’uomo è Dio, è lui il nostro creatore per tanto egli ha tutte le strade aperte per manifestarsi a qualsiasi essere umano, in qualsiasi condizione e stato d’animo, noi umani siamo talmente in balia della potenza di Dio che noi nemmeno ce ne rendiamo conto, Egli infatti opera in noi costantemente, in ogni istante, specie se il soggetto si lascia condurre senza opporre resistenza alcuna, altrimenti Dio aggirerà il problema facendo cedere il soggetto mediante altro sistema, per esempio una malattia. Se Dio ha prescelto quel soggetto, non c’è nulla che possa fare il soggetto per resistere!  

“se non lo facesse, offrirebbe spazio a quelli provenienti dal demonio e gli darebbe mano libera tanto che, anziché ricevere quelli di Dio, essa riceverebbe quelli del demonio; questi ultimi si moltiplicherebbero e quelli di Dio cesserebbero.”
Questo è falso, prima di tutto se non c’è volontà specifica del soggetto ad accettare l’entità maligna in se , il maligno non penetra nell’uomo, senza il suo consenso, perché esso penetri nell’uomo ci devono essere precise motivazione oltre che un certo numero di peccati di una certa entità, un esempio un bambino puro, senza peccato, non può essere preso da qualsiasi demone solo perché esso si trovi in un luogo “pericoloso” perché il bambino è puro e gli angeli lo difendono sempre.  Salvo che non ci sia permissione di Dio, ma allora la questione è diversa.   I doni che Dio da  sono sempre facilmente rintracciabili come doni di Dio, anche perché il demonio non da doni, senza la sua presenza nell’individuo, mi spiego meglio, il demonio per offrire doni ad un qualsiasi soggetto, deve in qualche modo possederlo, mediante o vessazioni, o possessioni o ossessioni, i demoni senza questa particolarità non agiscono e non cedo poteri di loro appannaggio. Cosa invece che avviene con Dio, egli essendo l’Onnipotente non ha bisogno necessariamente di possedere i soggetti, anche se potrebbe farlo e in taluni casi avviene. Ma Dio da realmente poteri veri alla persona.
È solo il peccato che porta all’uomo satana, senza il peccato nulla può venire di male all’uomo e quando si prega Dio, satana se sta ben lontano, ma certamente bisogna capire il grado di fede, di spiritualità del soggetto che prega, perché satana per rimanere lontano dal soggetto deve trovare in esso la più assoluta assenza di peccato, se l’anima, la mente del soggetto è spiccatamente diretta verso Dio, nessun demone può avvicinarsi ad essa, perché essa provoca orrore e dolore hai demoni, certamente se l’anima e la mente hanno un grado di peccato anche basso in essa, e il soggetto prega Dio, essa potrebbe venir attaccata anche se in maniera debole da qualche spirito maligno, ma esso non può penetrare quell’anima anche se in essa c’è peccato, perché per far ciò il soggetto–volontà, deve essere convinto di cedere ai demoni, ma se il soggetto prega Dio chiedendo perdono dei suoi peccati per quanto satana possa tentare qualsiasi sotterfugio esso non potrà nulla perché la presenza di Dio, messa in atto dalla preghiera che il soggetto sta esercitando, impedisce di fatto al demone di penetrare quell’anima. La penetrazione avviene solamente se il soggetto si trova in gravissimo stato di peccato, ma anche in quel caso, se il soggetto prega Dio è difficile che satana possa agire, certo che in questo caso, il soggetto può essere fuorviato e messo in condizioni di confusione. Per tutto dipende alla volontà dal desiderio di opporsi del soggetto.

 “L’anima, allora, giungerebbe ad avere tutto da demonio e nulla da Dio. Così è accaduto a molte anime incaute e poco avvedute.”
Beh questa è una cosa falsa per il semplice fatto che un anima avesse tutto di satana sarebbe un anima non più vivente o meglio dire il soggetto non sarebbe vivo. Fintanto che esiste una scintilla di Dio nell'uomo, esso rimane vivo, anche se esso fosse nella più totale ossessione.

“Si sentivano tanto sicure nell’accogliere questi fatti che molte di loro fecero non poca fatica per ritornare a Dio nella purezza della fede. Alcune non vi riuscirono, perché gli inganni del demonio avevano gettato in loro profonde radici.”
Come il demonio può gettare profonde radici, semplice, mendiate la superstizione, che è la base fondamentale dell’attacco di satana, senza la quale esso non riesce ad agire.  Poi altri peccati gravi, che mantengono satana in quell’anima, la negazione del sacro, l’arroganza del sapere,  il pensare di essere, indebitamente salvi e l’allontanamento di Dio stesso da quell'anima.

Per questo motivo è necessario chiudersi all’influsso di tali fenomeni e rifiutarli tutti, perché in quelli cattivi si respingono gli inganni del demonio e in quelli buoni non si pone ostacolo alcuno alla fede; così lo spirito può continuare a raccogliere i frutti che essi devono produrre.
Questa è una contraddizione, dice di rifiutare tutti i fenomeni soprannaturali come detto non è possibile per noi rifiutare Dio, se esso decide di prendere un soggetto esso viene preso qualsiasi resistenza il soggetto faccia! Il caso semmai è diverso per satana esso lo si può rifiutare, ma lo si rifiuta sempre mediante la propria volontà, se non si accetta la sua presenza nulla di male può venire all’uomo.
Se un soggetto rifiutasse la presenza di Dio in se, lo spirito non si manifesterebbe più per molto tempo … Perché un rifiuto netto allo Spirito Santo aprirebbe la porta a satana, se rifiuti Dio apri le porte a satana, quindi quanto dice il SGC è falso me lo ha detto Gesù in persona!!!!  Anzi aggiungo che Gesù ha detto che i contenuti di questo santo come di molti altri sono stati manipolati dai servi di satana.

“Quando le anime accolgono tali favori, Dio, a poco a poco, non li concede più perché si attaccano ad essi invece di approfittarne rettamente. Il demonio, al contrario, insinua e moltiplica i suoi falsi favori, perché trova spazio e libero accesso nell’anima; ma se questa ne è distaccata e contraria, il demonio a poco a poco si ritira, perché si accorge di non riuscire a causare danni; Dio, invece, con le sue grazie, si fa sempre più presente in quell’anima umile e distaccata, dandole autorità su molto, come al servo che era stato fedele nel poco (Mt 25,21).

Intanto non è vero che avviene in modo graduale quando si eseguono esorcismi i demoni se vanno subito se l’esorcista crede fermamente ed  ha forza e potere di agire sui demoni. Certo che se l’esorcista è debole ci metterà di più … ma questo è un altro discorso. Il soggetto se è portato da altri ad pentirsi dei proprio peccati e a resistere all’azione di satana, ovviamente ci vorrà del tempo, ma da solo non può fare nulla, perché una possessione non si vince da soli. Mentre una vessazione è diversa, la persona può allontanare anche da sola l’influenza satanica, certo ci vuole un po’ di tempo, ma quando avviene il  demone si allontana subito, non a pezzettini …

“Il demonio, al contrario, insinua e moltiplica i suoi falsi favori, perché trova spazio e libero accesso nell’anima; “  questo è Giusto

“ma se questa ne è distaccata e contraria, il demonio a poco a poco si ritira,”
questa è una fantasia … se l’anima fosse distaccata e contraria, non avrebbe il demonio in se!!


C’è da chiedersi perché il santo SGC stesso che promuove queste cose, non le applica prima su se stesso, invece di proporle per gli altri, … è incoerente tale discorso, propone alla gente di stare in guardia contro i demoni e le manifestazioni di Dio, ma lui stesso non fa nulla per non ascoltare, allora c’è da chiedersi perché parla senza prima applicare su se stesso tali nozioni? 

Pare invece da questi scritti che il santo temesse che vi fossero troppe persone ad ambire alla santità, come se il paradiso avesse un numero limitato di posti..... mi viene da ridere....quando in realtà è proprio ciò che vorrebbe Dio che tutti ambissero alla santità, e che tutti chiedessero a Dio il suo soccorso e aiuto, in qualsiasi cosa vogliamo; egli è qui per esaudirci, per donarci secondo la nostra fede, nel darci anche doni, ma è sempre e solo Dio che decide se elargirci questi doni, noi per quanto possiamo chiedere ma sarà Dio a dare a noi quel che vuole e se vuole, li da a seconda del disegno che ognuno ha in se. 

Ritengo che buona parte degli scritti di SGC siano stati manipolati dai servi di satana.





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“Cercare Dio” è l’attività essenziale che san Benedetto chiede al novizio, perché questi possa intraprendere il cammino monastico: “Si vere Deum quaerit” (Regola, 58,7).

Questa ricerca è, però, d’ogni persona, in quanto tale. Il Signore, infatti, creò “gli uomini, perché… cercassero Dio, se mai arrivino a trovarlo andando come a tentoni, benché non sia lontano da ciascuno di noi” (At 17,27).
Ecco perché il cuore dell’uomo, come dice sant’Agostino nelle sue Confessioni, trova pace alla sua sete d’assoluto, soltanto in Dio. Ogni altro valore, se assolutizzato, rende l’uomo frustrato; perché senza Dio “tutto è vanità e un correre dietro al vento” (Qo 1,11). Mentre “Solo in Dio riposa l’anima mia!” (Sal 62,2).

Lo stesso Israele, popolo che Dio si è scelto, ha come impegno specifico e quotidiano “cercare il Signore… con tutto il cuore e con tutta l’anima” (Dt 4,29).

Possiamo perciò affermare che ogni uomo cerca, almeno implicitamente, Dio. Dunque, possiamo riconoscerci nell’affermazione di Pietro a Gesù (Mc 1,37): “Tutti ti cercano!”; anche se troppi lo cercano soltanto per ciò che dà, non per ciò che Egli è (cf. Gv 6,24).

Dio cerca l’uomo

Tuttavia, è bene ricordare che “non è l’uomo che cerca Dio (per primo), ma è Dio che cerca l’uomo” (cf. AGOSTINO, Confessioni).
Questa ricerca iniziò con l’Adamo peccatore (Gen 3,9), e continua con ognuno di noi. Confronta, a questo riguardo, le prime due parabole della misericordia in Lc 15.
Nell’episodio della Samaritana (Gv 4), Gesù ci rivela Dio come un “Padre che cerca chi lo adori in Spirito e Verità” (Gv 4,23).
Nella Chiesa, come dice Gesù (Mt 18,12-14), ogni Pastore deve andare alla ricerca dell’uomo, perché questi abbia in lui un sacramento efficace di Dio che cerca e salva. A sua volta, ogni Pastore deve lasciarsi cercare da Dio.