domenica 9 marzo 2014

NON CHIAMARE NESSUNO PADRE.


Sacerdote: Se i tuoi sacerdoti sono veri padri nell'ordine della grazia, a fortiori lo è colui che chiamiamo “Santo Padre” o papa (che significa padre).

Vangelo di Matteo (23, 8-10) dove Gesù dice, parlando dei Farisei: “Ma voi non vi fate chiamare rabbì (padre), perché uno solo è fra voi il Maestro e tutti voi siete fratelli. Nessuno chiamerete sulla terra vostro padre, poiché uno solo è il vostro padre, quello celeste. Non vi farete chiamare precettori, poiché uno solo è il vostro precettore, il Cristo." 


Mi sono imbattuto nella risposta di questo sacerdote, le sue motivazioni in parte le condivido, ma secondo il sacerdote la frase di Gesù doveva finire e terminare la sua azione al tempo in cui è stata enunciata. Tutto il discorso che fa il sacerdote è volto ad annullare la frase di Gesù ed infatti ci riesce portando ogni scusante pur di sottolineare le tesi che anche il Papa e i sacerdoti sia giusto chiamarli Padre... quando nella frase di Gesù ben si comprende che a Gesù non gradisce tale denominazione, il sacerdote dice bene quando riferisce il contesto in cui è avvenuto il fatto a cui Gesù si riferiva cioè i sacerdoti ebraici, ma non ha compreso che le parole di Gesù non era volte solo a quel tempo, ma ad ogni tempo. Gesù non lascia della parabole così per caso, non le spiega agli apostoli così tanto per fare, perché se sapeva che esse riguardavano solo i sacerdoti ebraici non li avrebbe spiegate ai suoi apostoli, invece Gesù le spiega per un altra ragione, perché esse dovevano servire ai posteri, come monito sopratutto per gli apostoli, perché essi non dovevano loro in prima persona farsi chiamare Padri, lo dice proprio per gli Apostoli, lo dice perché essi tramandino alla chiesa futura, questa parola per Gesù importantissima.....Ora invece si vuole attribuire in senso completamente diverso, ma non solo si vuole occultare tale parole di Gesù e soprassedere come essa non fosse importante e che fosse riferita ad in tempo lontano , usando le parole di San paolo che non è Gesù e che non è Dio per giustificare le proprie tesi, oltretutto anche il parlare di S. Paolo sminuisce questo concetto di Gesù e anzi lo oscura con le sue parole. La parola di Gesù vale ieri come oggi e come domani, come dice Bene Gesù … Nessuno uomo si faccia chiamare Padre, e questo vale soprattutto per i sacerdoti, come valeva per i sacerdoti ebraici lo stesso vale per ogni sacerdote Cristiano. Quindi il Pontefice non si faccia chiamare Padre oltretutto Santo Padre, visto che solo uno è Santo colui che vive in eterno nei cieli. Non esiste nessun uomo sulla terra vivente che sia santo! E nessun uomo può dimostrare santità perché la santità non appartiene all'umana natura è solo di appannaggio di Dio, è Dio che con i suoi doni rende santo un uomo, ma la santità di quell'uomo la si ottiene non in terra ma nei cieli quando si torna ad essere parte di Dio stesso.

Gesù ha detto che gli uomini potranno fare miracoli anche più grandi di quelli di lui stesso, ma Gesù non ha mai detto che qualsiasi uomo potesse dire di più di se stesso, o avere una parola superiore alla sua  ... Le nostre parole al massimo posso spiegare il concetto superiore al nostro, della sua parola, ma mai superare la sua parola, perchè chi supera la sua parola non è di Dio. 

I santi divengono tali solo quando Dio li accetta nella sua dimora e nessun uomo sa se quell'essere umano è stato accettato nella dimora di Dio. Certo se dopo la morte il soggetto Santo, produce mediante l'intercessione di Dio miracoli,(ricordiamo, che ogni miracolo in realtà viene da Dio, è Lui che guarisce è da Lui che esce la fonde del potere, il santo prega solo Dio, per quell'anima, non fa altro ), allora si può stabilire che esso è santo. Personalmente per definire un santo tale si dovrebbero attendere almeno 3 miracoli uno è insufficiente. Ma cmq sia, se la vita di quel soggetto, è stata irreprensibile, piena di opere di carità, di conversione, d'amore, e ogni altra cosa possa servire a glorificare Dio, ma non si guardino solo santi nella chiesa perché anche fuori di essa ve ne sono molti, che rimangono e rimarranno sempre oscuri al mondo. Ma anch'essi verranno accolti egualmente nel regno di Dio al pari degli altri, secondo le loro opere. 

Ricordiamoci che Dio guarda sopratutto al cuore dell'uomo cioè hai suoi sentimenti, non gli interessano gli studi, non gli interessa la posizione sociale, la carica sacerdotale, spesso i grandi teologi non raggiungono quello che raggiunge un semplice uomo che vive nella povertà, ma nell'amore di Dio. E Lui l'Onnipotente preferisce gli ultimi, Gesù nacque ultimo, povero, semplice, rimase tale per tutta la sua vita, eppure poteva ergersi a gran sacerdote non lo ha fatto, perché voleva insegnare ai suoi discepoli, non solo l'umiltà, ma la posizione sociale che dovevano tenere, ultimi tra gli ultimi, un invisibile per il mondo.