giovedì 6 marzo 2014

PACE E SPADA!


"Non sono venuto a portare pace, ma una spada" (Mt 10,34b) 


Come si legge nel link chiesacattolica.it/documenti/ qui inserito l’interpretazione attribuita è quella di dire che

“Gesù invita a smascherare le situazioni di ingiustizia e di violenza per costruire la pace su rapporti nuovi tra le persone”. 
Invece vi dico, che Gesù intendeva dire ben altro oltre a ciò che la chiesa propone … 

Gesù parla della pace e della spada, ma di quale spada si tratta?

Qui Gesù oltre che a richiamare le scritture dell’antico testamento, esprime un concetto ben preciso di separazione, ma la parola importante nel contesto della frase semplice è l’articolo “una” come specificazione di una spada specifica, vedremo quale! La spada è un elemento che separa, che divide, che taglia in due parti, in apocalisse si cita, la spada che esce dalla bocca a Cristo, in realtà questa spada non è una vera spada, ma la lingua, un lingua affilata, tagliente, una lingua che porta con se una parola, cioè il Verbo di Dio, la lingua della verità e della giustizia, la spada a doppio taglio, ecco perché usa l’articolo Una! Un lato vi è la verità dall’altro la giustizia. Voleva dire ai suoi apostoli che avrebbero dovuto usare con perfezione questa spada, cioè il Verbo di Dio, nella verità e nella giustizia, per separare il bene dal male, in modo netto e preciso; che loro stessi non dovevano essere macchiati da questo. Quindi a Gesù non interessava la nostra pace fatta di cose superficiali, di vita comune, di commercio ed affari, e tante altre cose che per Dio non contano nulla, Gesù voleva solo che si portasse la sua parola in modo perfetto, affilato come una lama di rasoio, Egli sarebbe stato quella lama, in bocca a quanti si prestavano ad essere suoi discepoli e apostoli, una lama di verità e giustizia usata con perfezione! Non voleva che la sua chiesa fosse macchiata dal peccato, aveva dato questo comandamento per evitare ciò, ma la chiesa nel corso dei secoli ha intenso la parola come ha voluto, interpretandola come era il momento; ascoltando in taluni momenti e facendo orecchie da mercante in altri. Se l’uomo usasse la sua parola in modo perfetto, non ci sarebbero divisioni tra gli uomini, ma solo divisione tra il male e il bene, tra la giustizia e l’ingiustizia, tra il peccato e la santità. Gesù non porta la pace dei sensi, non porta l’addormentamento dello spirito, non porta la confusione; porta la certezza, porta la vitalità, porta la forza, porta la verità nella perfezione e anche la guerra pur di separare il bene dal male egli stesso si arma di una corazza per combattere per noi la guerra contro il peccato e insegna a noi di fare altrettanto. Quindi i figli della luce, sono coloro che posseggono una spada nella bocca a doppio taglio che non temono di essere ripresi da nessuno, ma sono sempre nella Verità di Dio. 



In altri passi Gesù parla dei costruttori di pace:

“Beati i costruttori di pace perché questi saranno chiamati figli di Dio” (Mt 5,9)

Ma di quale pace parla, se nell’altro versetto non vuole la pace, qui veramente dobbiamo capire fin infondo quale sia questa pace che Gesù vuole portare a noi, sarà la pace che noi crediamo? quella di avere una vita tranquilla, una vita felice nel mondo, una pace nel benessere della ricchezza? No! Non è questa la pace di cui parla Gesù, egli parla di costruire la pace, ecco dove si cela l’enigma nel termine “costruire” sta parlando dell’edificazione, di cosa? Del tempio di Dio in noi, ecco cosa intende dire con costruire, dobbiamo costruire il tempio della pace di Dio in noi, questa la vera pace di cui parla Gesù, non parla della pace terra, parla della pace interiore, quella delle nostre anime, delle nostre menti, dei nostri sentimenti. I costruttori di pace sono coloro che spendono la loro vita cercando far capire e far breccia nei cuori del popolo, affinché si edifichi il tempio di pace di Dio, nei cuori, nella menti, nelle anime degli uomini, non è la pace che tutti noi crediamo; ecco perché dice porto la mia spada, perché non è la pace che noi abbiamo erroneamente pensato! 

Se nell’uomo nasce la pace, cioè se viene costruito il tempio Santo di Dio nelle propria anima, anche fuori dell’uomo si manifesterà questa pace, allora tutta l’umanità sarà nella pace, ma non un pace effimera, una pace fatta di danaro, ricchezza, soldi, affari, commercio, no, una pace fatta di povertà, semplicità, di profumi, di natura, perché nella povertà della materia c’è Dio. Nelle piccole cose, nei fiori dei campi, nei gigli più belli di Re Salomone c’è Dio. 

Potremo dire costruire con la spada, costruire con la verità e la giustizia nella bocca