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domenica 18 gennaio 2015

I 12 calici.


Come gli apostoli assunsero in loro il potere di Cristo!

Facciamo un breve riepilogo della vita di Gesù.
Nasce a Betlemme, la madre si chiama è Maria è Vergine, il padre reale è Dio, il padre putativo(adottivo) è Giuseppe.
Conosciamo tutti le vicende della saggezza di Gesù da Bambino …. 
E delle varie vicende della sua vita iniziale.
Fino a 30 si sa poco, poi decide di uscire allo scoperto, con il battesimo sul fiume giordano, aveva bisogno del Battesimo con l’acqua del Giordano, No di certo! 
Lo fa capire anche Giovanni battista. 
Quindi quel passaggio sul Giordano era un atto come di iniziazione alla vita pubblica un distacco dalla vita familiare a quella che doveva divenire la sua nuova vita, la discesa dello Spirito Santo indicava al popolo che Gesù era il figlio di Dio.

Nelle vicende che i vangeli raccontano di Gesù sappiamo che Egli ha compiuto un numero considerevole di miracoli e di prodigi portentosi, non credo che i vangeli abbiano trasmesso a noi tutto quello che Cristo ha insegnato e tutto quello che ha fatto, ma solo una piccola parte di quello che i rispettivi evangelisti ricordavano, e che potevano scrivere affettivamente visto che parte dei racconti erano in realtà scritti da altri, non da loro direttamente come è il caso di Pietro e di Giovanni. Diciamo che i vangeli sono un riassunto delle vicende più significative e che esprimevano secondo gli apostoli un senso preciso. Tra queste vicende si citano anche alcuni episodi dove Gesù fa dei miracoli e delle guarigioni particolari, come quella del cieco nato, presso il tempio a Gerusalemme, ora andremo un attimo ad investigare il fatto …

 Giovanni 9

1 Passando vide un uomo cieco dalla nascita 2 e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco?». 3 Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio. 4 Dobbiamo compiere le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può più operare.5 Finché sono nel mondo, sono la luce del mondo». 6 Detto questo sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco 7 e gli disse: «Va' a lavarti nella piscina di Sìloe (che significa Inviato)». Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.”

Prima facciamo un po’ di analisi del passo …. Che dice molte cose ….

Intanto Gesù afferma che né il cieco ne i genitori di lui avevano peccato, e specifica che è nato così affinché Gesù facesse il miracolo, in quel momento. Gesù, fa capire che la storia pregressa era già scritta secondo una logica ben precisa dove ogni appartenente al tempo presente era li non per caso, ma per assistere e partecipare a quella vicenda, anche se libero di agire.  

Poi dice: “finche è giorno” il fatto che specifichi che deve essere giorno e non notte, fa capire alcune cose, che le opere di Dio, cioè le grazie e gli esorcismi, devono essere fatte con la luce del sole, non con le tenebre, e lo specifica:” poi viene la notte, quando nessuno può più operare.
Il temine operare è un termine di tipo particolare, che spesso noi sentiamo legato a certi riti di natura magica, piuttosto che di natura divina … ma il fatto stesso che lo ha usato, fa capire che anche nella natura divina si opera per produrre un bene, cioè si opera per far del bene al mondo. 

Quindi alcuni termini usati in un ceto ambito possono essere tranquillamente usati anche in ambito divino, perché non cambia la questione, cambia solo l’intento dell’operare.” Finché sono nel mondo, sono la luce del mondo” cioè finche sono vivo, tra voi, intendeva questo.


Ma specifichiamo meglio la frase....".Dobbiamo compiere le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può più operare. 5 Finché sono nel mondo, sono la luce del mondo»."


Dobbiamonon dice, devo, ma dobbiamo …. Cioè sia lui che i suoi apostoli dovevano compiere le opere che  di Dio, già prefissate, ma aggiunge  finche è giorno”,  queste due parole finche è giorno non sta solo ad indicare il fatto che è giorno, cioè c’è la luce del sole, ma anche che Gesù stesso è quella luce, quel sole, quel giorno ….  Cioè sta dicendo che finche Lui è tra gli uomini egli è la luce, lui è il giorno, e finche è vivo essi potevano operare …. poi dice poi viene la notte, quando nessuno può più operare”.  Questa frase non intende dire che parla solo della notte fisica, ma anche della sua mancanza, cioè del tempo quando egli non ci sarà, quando senza di Lui, non si potrà più operare, quando verrà meno il potere di Dio, cioè del tempo e del momento che Dio si ritirerà dal mondo, ecco che calerà la notte, cioè il suo potere verrà meno e le tenebre potranno avanzare e impadronirsi del mondo, ecco la notte. Cioè l’oscurità che sta nell’anima.

E lo chiarisce bene in questa frase … “Finché sono nel mondo, sono la luce del mondo”. Finche sono vivo tra voi io sono il vostro sole, io sono il vostro giorno, io sono il vostro creatore, questo diceva Gesù di se stesso, in questa forma metaforica. 


Ora … Gesù sputa per terra “sputò per terra, fece del fango con la saliva”, in pratica ripete la medesima operazione che fede Dio Padre al momento della creazione di Adamo ed Eva, che  mediante la terra e il suo DNA, cioè la saliva, crea, genere e da vita agli esseri umani … infatti noi siamo intrinsecamente legati con il pianeta.

 “spalmò il fango sugli occhi del cieco” stende sugli occhi il fango e comanda di andare a lavarsi presso la piscina …

Cosa accade perché il cieco riprende la vista con questa operazione? 
Semplice il DNA di Gesù è lo stesso di suo Padre Dio, ridà la vista al cieco, cioè il potere entra nel cieco mediante la saliva la quale contiene il DNA di Dio, il quale DNA rigenera e da vita a tutto quello che esso tocca, quindi le cellule degli occhi del cieco tornano a vedere perché rigenerate cioè riportate a quello che è la loro funzione naturale.

Mentre altri episodi sono avvenuti senza unmotivo di trasmissione di Dna ma solo per vera fede!
Come per far capire che Gesù non aveva preclusione per un tipo di grazie rispetto ad un altra. poteva essere condotta mediante lo spirito o mediante la potenza del corpo.

Passiamo ad un altro episodio molto importante della vita di Gesù ma anche degli apostoli e della chiesa..
L’ultima cena.

·         Matteo 26,20-30
Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: «Prendete e mangiate; questo è il mio corpo». 27 Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, 28 perché questo è il mio sangue dell'alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati.29 Io vi dico che da ora non berrò più di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio».

·         Marco 14,17-26
22 Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo».23 Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. 24 E disse: «Questo è il mio sangue, il sangue dell'alleanza versato per molti.25 In verità vi dico che io non berrò più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio».

·         Luca 22,14-39
14 Quando fu l'ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui, 15 e disse: «Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, 16 poiché vi dico: non la mangerò più, finché essa non si compia nel regno di Dio». 17 E preso un calice, rese grazie e disse: «Prendetelo e distribuitelo tra voi, 18 poiché vi dico: da questo momento non berrò più del frutto della vite, finché non venga il regno di Dio».
19 Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». 20 Allo stesso modo dopo aver cenato, prese il calice dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi».

In pratica in tutti gli evangelisti, si città questa ultima cena, anche il termine ultima sta ad indicare che ve ne sono state fatte altre di cene con Gesù e questo è molto importate per capire un aspetto sempre ignorato da tutti …

In questa cena la più importate perché descrive alcuni eventi fondamentali per tutta la vicenda di Gesù, sia del tradimento di Giuda, che per la lavanda dei piedi, ecc … ma la cosa forse più importante è il rito del pane e del vino che diventano simbolo fondamentale e fulcro del Cristianesimo.

Gesù benedice il pane e il vino e assieme agli apostoli si sparticoscono sia il pane che era diventato il suo corpo, che il vino diventato il suo sangue, qualcuno dirà ,ma perché Gesù lo assume non ne aveva bisogno visto che era esso stesso, ma Gesù lo fa solo per insegnare come esempio.

Quando Gesù benedice il vino, nel calice, certamente per dar l’esempio prima beve lui, e poi tutti gli altri apostoli, questo fatto determina un fattore importantissimo ... 

Se io bevo da un bicchiere lasco sicuramente sul bicchiere nel liquido dello stesso piccolissime tracce di saliva quindi del mio DNA, visto che Gesù lo aveva già fatto questa operazione, altre volte non si sa quante, ogni volta che la facevano gli apostoli assumevano in loro il DNA di Gesù. 

Questo evento, era sufficiente per entrare in contatto anche con parti piccolissime del potere rigenerante di Gesù della sua parte di potere, perché il DNA di Gesù ha potere lo abbiamo visto nel cieco nato, per cui anche negli apostoli senza che se ne rendessero conto, assumevano pian piano un potere, che poi cresceva in loro a seconda della loro fede in Gesù e certame delle caratteristiche intrinseche in loro stessi.

Infatti poi quando Gesù li manda in giro per il mondo a insegnare la buona novella loro sono perplessi e temono di fallire, invece Gesù gli dice di non temere, e gli apostoli si accorgono, di avere in loro poteri che mai avrebbero avuto prima, derivati non solo dalla fede incrollabile in Gesù, ma anche dal aver assunto in loro il corpo di Cristo realmente, cioè asperso nel vino, mediante in esso, piccole quantità di saliva fornivano loro potere, perché poi quel DNA li aveva trasformati, e diventare pian piano veri sacerdoti di Cristo, simili per certi versi.

Alla morte di Gesù, si narra che qualcuno avrebbe raccolto un po’ del suo sangue in una coppa, è molto probabile che fosse la medesima coppa, che facevano questi riti della benedizione del pane e del vino …. 

C’è anche da chiedersi di che materiale potesse essere la coppa, senza ombra di dubbio non era ne di legno, ne di terracotta, ma molto probabilmente di un lega di rame e oro, dato che gli ebrei erano abilissimi cesellatori, per cui era facile che fosse proprio di metallo. E secondo me quella stessa coppa qualcuno degli apostoli la portava sempre dietro con loro.
Qualcuno forse Giuseppe d’Arimatea o la Maddalena o qualcun altro raccoglie il sangue di Gesù con la medesima coppa, ora la coppa assume un potere ancora maggiore, perché intrisa del sangue di Gesù. Chi poteva veramente tener quella coppa, dove era custodito quel sangue? 

Ma senza ombra di dubbio, sua madre, perché l’unica persona degna di tenere per se di qualcosa del figlio.

Dico sua madre per una ragione ben precisa, senza ombra di dubbio ogni apostolo probabilmente vuole un po di quel sangue, perché sangue regale del figlio di Dio, mettiamo che poco di esso tutti se lo sono preso per esercitare e fare del bene e per poi avere ognuno di loro una coppa simile a quella di Cristo. 

San Giovanni e S.S. vergine Maria sua Madre senza ombra di dubbio, riproducono spesso l’ultima cena, per cui ogni qualvolta che fanno questo rito con la coppa di Gesù assumono in se stessi anche piccole parti del Sacro sangue, Giovanni l’unico degli apostoli ad avere quell’enorme quantità di informazioni  racchiuse nell’apocalisse su Dio nelle sue persone trinitarie, e moltissimi angeli.

Alla morte di Giovanni il calice molto probabilmente fu nascosto o dato a S. Policarpo … che fine può aver fatto il vero calice o coppa di Cristo, nessuno lo sa, ma certamente secondo me, non è nelle mani della massoneria ne degli illuminati che potrebbero invece avere uno  degli altri 12 calici.


Ma sono super sicuro che non è nelle mani di nessuna setta satanica. …..qui mi fermo …. Per ora. 

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Ho sempre scritto che personalmente divido i testi che Dio da me, da quelli che non sono dati da Dio a me, apponendo al testo il termine Messaggio, per far capire che il testo viene da Dio, mentre dove non vi è scritto"MESSAGGIO" sono io che scrivo e quindi da prendere con le pinze, non farò mai come facevano i profeti di un tempo che mescolavano i loro pensieri ai testi ricevuti da Dio , per cui tutto diveniva di Dio, anche le eresie, poi insegnate anche attualmente dalla chiesa ai successori."Bisogna anche dire che data l'istruzione che ricevetti da Dio fin da bambino, è indubbio che alle volte faccio uso di essa, però posso sempre errare, non sono Dio!