lunedì 29 agosto 2016

UNA FOLLIA COSTRUIRE SU UNA FAGLIA COME SU UN VULCANO.

UN APPELLO AI TERREMOTATI E A QUANTI HANNO POTERE DI DECIDERE!


Faccio questo appello per una ragione ben precisa, in questi giorni si sta decidendo se concedere ai terremotati delle aree colpite dall'attuale sisma di ricostruire le loro case. 
Da notizie dei telegiornali pare che il governo abbia accettato. 

Però io vorrei sottoporre all'attenzione della autorità e della magistratura delle considerazioni.
Ora è risaputo che l'area è altamente sismica, la faglia che si sta sempre più determinando a mostrato la sua faccia, con quel dislivello di 20 centimetrici circa che dimostra che la faglia è attiva, potenzialmente pericolosa, e l'attuale sisma lo dimostra ampiamente,e che sicuramente non sarà finita, questo che è avvenuto e sta ancora avvenendo è una sequenza sismica importante, che però non è così forte da radere al suolo letteralmente tutto. 

Se per caso dopo l'eventuale ricostruzione si dovesse malauguratamente verificare un altro sisma anche più potente, tutto quello che si è edificato nuovo per quanto l'edilizia attuale possa essere più resistente, ma un edilizia cementizia non può resiste su terreni fragili, su terreni dove e certamente anche il nuovo verrebbe a crollare,, e ci saranno senza ombra di dubbio molti altri morti. Ora chiedo alle autorità giudiziarie che sono investite di autorità in questo caso e al governo Italiano, chi si prenderà la responsabilità di quei futuri morti? Voi sicuramente! Perchè siete coloro che devono dare l'avvallo alla edificabilità della zona quando nessun esperto in sismologia o geofisico si prenderebbe mai questa responsabilità, bisogna essere dei folli, perchè sanno benissimo che un altro sisma di questo genere potrebbe ancora verificarsi nei prossimo futuro, mesi, anni, decenni. 

E' semplicemente una follia senza senso logico costruire su una faglia come del resto anche su un vulcano per giunta è attivo. 


Io capisco che la gente si senta legata alla propria terra, lo siamo tutti, ma chiedo a tutti, è più importante la propria terra, l'origine delle proprie tradizioni, o la propria vita? Pensateci bene !
Se siete vivi adesso non potete sapere se dovesse arrivarne un altra come sarete la prossima volta, avete ancora la possibilità di ricostruire la vostra vita, per chi ovviamente lo può, per il bene maggiore che abbiamo è la vita, possiamo perdere tutto anche gli affetti ma la vita sarebbe bene tenersela, per cui una persona intelligente ricrea la sua vita e ciò che era in altro posto, più sicuro e più stabile. Credo che la vita di una persona sia più importante delle cose materiali.

Noi dobbiamo ben capire che uno stato che si dica tale non può mettere a rischio la vita dei suoi concittadini altrimenti è uno stato menefreghista, e se uno stato fosse così nessuna sua legge avrebbe potere, perchè i cittadini potrebbero disconoscerlo. Per cui lo stato deve tutelare ogni cittadino, e decidere per il meglio di tutti, non solo di pochi. E non è detto che il bene di pochi sia il bene per tutti. Perchè i pochi si devono adattare per non creare problemi a tutti gli altri, si perchè se si edifica ancora in quelle aree terremotate e viene un altro sisma, il popolo è costretto nuovamente a corre in contro a costoro causando non pochi problemi a tutti. Quindi se si è intelligenti, si evitano queste catastrofi, impedendo di costruire su terreni fragili, inadatti, e sismicamente instabili. Questa dovrebbe essere la coscienza di un governo che ci tiene ai proprio cittadini e anche a non spendere miliardi ogni volta che si presentano questi fatti.

Purtroppo l'Italia è una regione del globo a rischio sismico diciamoci la verità, tutto l'appennino è pieno di faglie, vulcani, e terreni poco stabili, anche a regime franoso e le zone carsiche. 
Solo alcune arre di questo stato sono più solide, meno sensibili a certi eventi. 
Per esempio tutto il territorio compresa Roma che è seduta su una caldera, cioè sulla bocca di un immenso vulcano si presume spento. Le zone attorno alla Capitale, specie quelle del lago Albano sono aree sismiche, dove esistono ancora fenomeni vulcanici di minore entità, ma ci sono.
Napoli è uguale, per giunta seduta ai piedi di un vulcano attivo, dormiente ma estremamente pericoloso, il Vesuvio. Tutta l'area verso nord è ad attività vulcanica, fino ad oltre il monte Amiata, ma anche in Veneto c'è un area vulcanica spenta, sono i colli Euganei, dove Abano Terme sfrutta l'energia del vulcanismo per i fanghi, così a Recoaro Terme in provincia di Vicenza, così nella valle di Trento zona Levico, ci sono altre aree vulcaniche appunto tutto zone dove anticamente erano attivi dei vulcani e che ora rimangono solo queste zone, ma proprio per la loro presenza indicano che il sottosuolo è strutturato in un certo modo. 



La lista delle aree di vulcani spenti o attivi nella penisola Italiana è molto lunga, 

Monti Berici, Monti Cimini, Savatini e Volsini,Monte Epomeo, Roccamonfina, Monte Vulture, Monte Vicano, 
Monte Pollino, Isola di Ponza,Colli Albani comprensivi dei laghi di Albano, Nemi e Bracciano, Isolotto di Ventotene, etc.

Vulcani sottomarini uno dei quali (il Marsili) ,Magnaghi, Vavilov , Palinuro. Ancora nel Tirreno e nello Ionio: Alcione, Enerete, Eolo, Lamentini, Sisifo, Anchise, Alicudi, Filicudi, Salina, Panarea, Ustica, Pantelleria, Linosa, Lampione e Lampedusa (questi ultimi 4 sono politicamente Italiani, ma giacciono sullo zoccolo africano), Vulcanello (solo tracce dell'edificio scomparso in epoca storica romana). 

Sotto la Sicilia apparsi e scomparsi dalla superficie ma rintracciabili con la magnetometria e la gravimetria: Ferdinandea, Nerita e Terribile. 
Riconducibili come fenomeni secondari ad attività di cui non si ha memoria quantomeno storica: Larderello, dal batolite toscano che si esprime col Monte Amiata e con le numerose manifestazioni di solfuri quali pirite, galena e blenda della Toscana. Perticara in provincia di Pesaro da cui si è estratto zolfo nel corso dei secoli, ed anche questo riferibile al batolite, enorme bacino magmatico sotto la crosta terrestre in prossimità del mantello, toscano.

Questo fa comprendere che il territorio è esposto al vulcanismo e a terremoti più che in altri luoghi, per cui su terreni di questo genere non si deve costruire con pietra, mattone, cemento ma principalmente in Legno o materiali polimerici leggeri che se anche crollano per lo meno riducono il numero di morti, oltretutto non si dovrebbe permettere di costruire in elevazione, anche se fosse in cemento, per ovvie ragioni. Inoltre il grande errore che si fa quando si edificano gli edifici è che si procedere a fare quasi sempre delle costruzioni con plinti e pali di fondazione che essendo piantati in terra, anche se compressa ma possono facilmente cadere, si deve edificare su platee per rendere maggiormente stabile le strutture soprastanti. La platea ha il vantaggio di sollevarsi contemporaneamente con un sisma che sia sussultorio, ondulatorio o misto, mentre i pali di fondazione fanno crollare prima l'edificio.

Per cui ricostruire nelle aeree terremotate, non è certamente da persone intelligenti, ma si cerca di provocare ancora altri morti, perchè presto o tardi il sisma si ripete nelle stesse aree, con eventi altrettanto drammatici.
Oltretutto su faglie attive giovani o in progressione continua è un gravissimo errore. Finché la faglia non si sarà stabilizzata e ci possono volere secoli, si dovrebbe promuovere una legge che impedisca alla popolazione di costruire su questo genere di terreni.